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L'OSPITE
31.05.21 - 10:430

Le legge sul CO2 aiuta anche le regioni periferiche

Claudio Caccia, consulente energetico dipl.fed.ing. ETS.

Nell’acceso dibattito in vista della votazione sulla legge sul CO2, legge frutto di un lungo dibattito in Parlamento e di un compromesso che tiene conto dei numerosi interessi in gioco, si citano spesso le regioni periferiche come possibili perdenti in caso di accettazione.

Abito in prima persona in una regione periferica e ritengo che in realtà anche le regioni periferiche avrebbero molto da guadagnare da un sì a questa legge. Infatti, dal necessario risanamento energetico del parco immobiliare, che verrebbe incentivato in modo ancora più importante con un sì a questa legge, beneficiano direttamente soprattutto i proprietari degli edifici stessi e le imprese del settore della costruzione e dell’impiantistica, percentualmente più presenti nelle regioni periferiche rispetto alle città. Quanto alla mobilità, la legge farebbe in modo di stimolare ulteriormente i fabbricanti ed importatori di autoveicoli a migliorare l’efficienza dei veicoli. In pratica, a proporre sempre più e a prezzi accettabili veicoli che consumano meno e per i quali quindi un aumento del prezzo dei carburanti non avrebbe in pratica alcun effetto. Inoltre, è sicuramente vero che nelle regioni periferiche è spesso difficile rinunciare all’uso della propria auto, ma ciò non significa che non ci siano mai alternative. Oltre all’offerta anche da noi recentemente potenziata di mezzi pubblici, va ricordato che l’attuale pandemia ha se non altro avuto il pregio di dimostrare che parte dei lavori, in particolare se esiste un efficiente rete internet, può essere svolta a distanza. Le critiche di chi oggi vive della vendita e del commercio di energie fossili sono di per sé comprensibili, ma sono simili a quelle di chi fabbricava macchine da scrivere quando c’è stato l’avvento dei computer. Il futuro avanza e al massimo lo si può rallentare, ma non fermare. Anzi, le chances per trovare molti interessanti posti di lavoro nei settori in forte crescita come quelli dell’ammodernamento energetico delle costruzione e delle energie rinnovabili sono ottime anche per chi fino ad oggi ha vissuto della vendita di benzina, diesel, olio da riscaldamento e gas, fonti che peraltro importiamo dall’estero per decine di miliardi di franchi all’anno e che da noi generano un indotto economico tutto sommato limitato.

Non da ultimo, visto che in fondo si tratta di fare qualcosa per il clima, non tanto per noi ma piuttosto per i nostri figli e i nostri nipoti, è importante ricordare che sono proprio le regioni periferiche, in particolare in zona alpina, quelle più toccate dai cambiamenti climatici. Perciò chi vuole fare gli interessi della popolazione  delle piccole e medie imprese delle regioni discoste ha tutto interesse a votare sì il prossimo 13 giugno.

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