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L'OSPITE
28.01.21 - 11:010

Pandemia e crisi climatica

Elisa Chiapuzzi, Gnosca - I Verdi del Bellinzonese

Se fosse solo un sogno? Un sogno che dura da quasi un anno? Siamo passati da un confinamento totale lo scorso mese di aprile ad un’apertura quasi completa durante l’estate 2020, per poi sprofondare lentamente nel secondo semi-confinamento indetto dalle autorità Federali a partire da metà gennaio 2021. Questi ultimi mesi sono stati pesanti per tutti noi, è stato un continuo di rimandi tra politica, economia e istituzioni sanitarie, caratterizzati da incertezze. Quelle incertezze che fanno vacillare la fiducia nelle istituzioni e creano malumore tra le persone.

Nel periodo delle festività abbiamo assistito a scene sconcertanti, mentre nei letti di ospedali e in cure intense si assisteva al decesso di decine di persone al giorno c’è chi delle misure anti-Covid se ne infischiava. L’importante era riempirsi le pance di fondue “Chinoise” facendo la fila fuori dalle macellerie per accaparrarsi più carne possibile, quasi una gara Natalizia. Una gara davvero disgustosa. Più volte è stato dimostrato e divulgato dai media e forse insegnato nelle scuole che gli allevamenti intensivi di animali da carne sono una delle cause maggiori del riscaldamento globale oltre che causare focolai dei vari virus da zoonosi come l’influenza aviaria, l’influenza suina, la SARS e l’ Ebola.

Un comportamento quello di molti esseri umani egocentrico e dannoso che ha portato alla crisi climatica e a questa pandemia e che ora si è convinti di sconfiggere con un vaccino. Ma purtroppo il vaccino non sarà la soluzione al problema, ma un semplice cerotto di tamponamento temporaneo, perché molti umani non sono in grado di ragionare in modo altruista. Quello che riescono a fare è solo soddisfare le proprie esigenze con beni materiali, non importa come sta la natura, come soffre l’anziano vicino di casa, come stanno i pesci nel mare, a che velocità si stanno sciogliendo i ghiacciai o come vengono uccisi i vitelli della fondue “Chinoise”.

Questo egocentrismo purtroppo la farà da padrone anche nella campagna di vaccinazione quando sarà chiesto alla maggioranza della popolazione di vaccinarsi per proteggere le persone più vulnerabili.

Nel caso di questa pandemia bisogna intervenire sulla causa. Ma la causa siamo proprio noi umani e il nostro stile di vita che favorisce l’inquinamento. Ricercatori confermano che le condizioni ambientali favoriscono il trasporto dei virus, virus che si attaccano e corrono sulle polveri fini. Approfittando poi del sistema immunitario debole degli esseri umani causato oltre che dall’inquinamento stesso anche dallo stile di vita pessimo (sedentarietà, alimentazione a base animale, fumo, alcool,....)

Gli eventi naturali non vanno presi sottogamba o ignorati se si vuole risolvere il problema pandemia, siamo costretti al cambiamento.

Cambiamento che attualmente viene preso in considerazione solo da una piccolissima parte della politica globale. I Verdi hanno costituito un “piano verde per un bilancio climatico positivo in Svizzera” entro il 2040. Per prima cosa serve accettare la revisione sulla legge CO2 che ancora non è soddisfacente ma comunque un primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi per il bilancio climatico positivo. Ci saranno poi iniziative da lanciare e sostenere che riguardano la revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico, le leggi federali sull’energia e sulla politica agraria.

Nei prossimi mesi però la solidarietà dei giovani nel proteggere gli anziani e le persone vulnerabili dal Covid19 sarà importantissima e viceversa la collaborazione degli anziani nel proteggere il nostro clima e a sostenere con la democrazia chi ha a cuore la continuità della vita su questa nostra Madre Terra.

Allora quando ci risveglieremo da questo sogno saremo un po’ più coscienti di quale strada dovremo percorre per sentirci eticamente e moralmente sulla buona via e più in pace con noi stessi.

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