Luca Campana
L'OSPITE
08.11.20 - 21:070

La situazione è delicata e noi ci teniamo gli oltre 70000 frontalieri? Una pazzia.

Luca Campana, già presidente di quartiere a Pregassona

Ogni giorno una fiumana di frontalieri attraversa il confine per lavorare in Svizzera, in particolare in Ticino, lo fanno anche sapendo oltretutto di correre dei rischi e di essere potenziali vettori d'infezione partendo da situazioni roventi per non dire bordeaux come le famose cartine elaborate dalla Stato italiano che ne delineano le zone delicate regionali per possibilità di contrarre il Virus (zone lombarde e piemontesi) visto e ampiamente confermato che oramai i lavoratori esteri provengono sempre più prevalentemente da zone lontane che in passato.

"Il caso del milanes"

Oltre ad altre storie assurde che ho sentito da amici, val bene ricordare una frase che ho letto su di un Social solo pochi giorni fa, in cui un signore scriveva: un bel manager milanes, sapendo che suo figlio era positivo al Covid-19 si è presentato in ufficio a Lugano con mascherina, per poi togliersela…impestando un collega e altri tre al momento sono in attesa di esito….

"Quanti casi simili si potrebbero ripresentare di questo tipo? A ognuno il proprio ragionamento."

Secondo la politica italiana e quella svizzera i frontalieri possono stare tranquilli, qualcuno inoltre a denti stretti ha pure detto che è impensabile fermare 70.000 frontalieri (ci sono riusciti però con i frontalieri della spesa e degli affetti) ovviamente questo per tutelare il posto di lavoro e parte delle economie da ambo i lati ma soprattutto per sostenere numerosi comuni di confine, sostanzialmente però ci si è affidati al volere del Governo italiano e quindi non ci sarà nessun blocco indipendentemente dal lavoro che i frontalieri svolgono. 

Infatti, per difendere i loro diritti in molti si mobilitano, tuonano sindaci di confine compresi alcuni imprenditori e nuove imprese su suolo svizzero, paradossalmente non penso sia insensato permettere l'accesso solo ai sanitari ed escludere le altre categorie non necessarie, ma ormai la classica "zuppa" è servita.

"Poco interesse per i vantaggi del lavoratore residente"

Sarebbe interessante se per una volta ci si degnasse pure di fare gli interessi del lavoratore indigeno che arretra e si vede sempre più soppiantato e le statistiche di questi giorni dei Media purtroppo confermano questo Trend, dinamico, che non accenna a fermarsi e che peggiora con questa maledetta crisi sanitaria.

Inoltre, inutile fare troppe teorie sulla parte più colpita fra nord e sud per avvalersi di teorie disparate, serve invece impedire il girovagare di persone tra le fasce colpite e non serve neanche associare il confederato che va a fare la spesa con un frontaliere, in quanto il primo lo fa per un determinato periodo mentre il lavoratore spesso è obbligato al rapporto continuato per più di 8 ore giornaliere: questo per riprendere e rispondere a una boutade di un politico locale.

I frontalieri domattina quindi potranno varcare il confine per recarsi al lavoro in Ticino, sicuramente è mancato qualcosa nella prevenzione di base visto che mancano ancora parecchie settimane (dicono 4-5 settimane) al picco e i casi sono più alti che mai.

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