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L'OSPITE
09.10.20 - 09:370

Il castello di carta è crollato

Alessandro Robertini, Coordinamento ForumAlternativo Bellinzona

Dopo le elezioni comunali del 2012 gli Esecutivi del Bellinzonese scaturiti dall'era post-Martignoni, periodo che ai più cominciava a stare stretto, in particolare all'ormai ex-partitone defraudato, già a suo tempo per otto lunghi anni, del sindacato della Capitale proprio per mano di un suo ex affiliato, hanno avuto gioco facile ad imbarcarsi nel progetto aggregativo, al punto che solo dopo pochi mesi era divenuto il progetto per eccellenza dei comuni del distretto, trainati in particolar modo dai sindaci di Bellinzona, Giubiasco e Sementina. Girare le gremite sale dei comuni, ora in buona parte quartieri della nuova entità, a decantare i pregi e i "pochi" difetti di un'eventuale aggregazione era divenuta l'attività principale. Convincere la gente della sua bontà, dopo anni di stallo, è stato un gioco da ragazzi, confluito da lì a breve nel plebiscito della votazione consultiva del 2015, nella quale ben 13 ex comuni su 17 diedero il loro benestare. Solo chi aveva apparentemente un solido substrato economico e un moltiplicatore d'imposta più basso della media, si chiamò fuori.

Sì parlò già allora di un maggior peso politico, di progetti strategici, di più posti di lavoro per lo più qualificati e via discorrendo. Tanti bei discorsi che fecero perdere il senso della realtà al punto che ci si dimenticò che un'unica nuova entità, che avrebbe raggruppato una popolazione quasi tre volte superiore, necessitava di una capacità organizzativa non indifferente, fosse solo per coordinare tutte le attività già presenti nei vecchi comuni e che andavano in qualche modo amministrate in modo altrettanto efficiente, ma centralmente. Questo purtroppo non avvenne, si perse il controllo delle attività, si peccò di superficialità e di negligenza, al punto che la mano destra (Municipio) non sapeva cosa facesse la sinistra (Dicasteri), perdendo così il controllo sui funzionari, indotti ad avvallare un agire autonomo e indipendente senza la supervisione tempestiva da parte del potere politico. Tutte fattispecie emerse dagli audit interno ed esterno commissionati in relazione ai sorpassi di spesa per complessivi 5 milioni relativi a tre progetti (Policentro Pianezzo, Oratorio Giubiasco, Stadio comunale), e ora in supervisione allo stesso Municipio e ai Consiglieri comunali. Una situazione incresciosa che, nonostante le arrampicate sui vetri per tentare di giustificare l'ingiustificabile, non lascia margine a giustificazioni di sorta. Non possiamo che attendere con fiducia le imminenti elezioni comunali, auspicando che possano portare un radicale cambiamento in un sistema ancora troppo legato a logiche clientelari e inciuci di ogni tipo.

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