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L'OSPITE
21.08.20 - 12:000

Prigionieri nella nostra gabbia dorata

due ospiti di una casa anziani (nomi noti alla redazione)

Siamo due ospiti di una casa anziani sopravvissuti, per ora, al Covid 19. Durante la prima fase della crisi, abbiamo trascorso un periodo molto duro, brutto e sterile durante il quale, oltre ai parenti, non potevano visitarci nemmeno il medico o il sacerdote, se non in una situazione di fin di vita. Tutto questo ha avuto una sua giustificazione in quella prima fase e siamo grati al personale di cura per aver lottato con noi.

Attualmente nella seconda fase, le case anziani sono ancora ermeticamente chiuse e restiamo prigionieri nella nostra gabbia dorata, in quanto le uniche visite che riceviamo dai nostri famigliari si svolgono in una camera bianca, anonima e altamente disinfettata. Non è possibile portare niente, nemmeno un biscotto da gustare o un libro da leggere insieme. Chiediamo spesso ai nostri figli di accompagnarci in camera ma ci rispondono che non sono autorizzati ad entrare nella struttura.

Ci viene spiegato dal personale che ciò è necessario per la nostra protezione, ma queste direttive diventano incomprensibili, non ci fanno più vivere sereni e ci spezzano il cuore pieno d’amore e d’affetto per i nostri cari.

In realtà costatiamo che in tutti gli altri ambiti le misure sono state allentate per fare spazio, oltre ad una normale e necessaria attività economica, anche ad una moltitudine di eventi non propriamente essenziali. Questi includono per esempio campionati di calcio e di hockey, discoteche e forse anche carnevali. Evidentemente, sembrerebbe che tutto ciò sia prioritario nella società rispetto ai 4000 ospiti delle case anziani ticinesi.

Siamo certi che è possibile con un po’ di coraggio, di buona volontà e di una sana responsabilità politica, allestire un piano con delle prescrizioni di sicurezza ragionevoli che permettano di lasciar entrare nelle nostre camere le persone che amiamo. Se questo non viene fatto ora, si intende proseguire con queste misure draconiane fino al momento in cui sarà disponibile un vaccino testato e sicuro contro il virus? Ciò richiederà mesi e forse anni durante i quali questa situazione non è più sostenibile.

Purtroppo, nel frattempo noi diventiamo sempre più tristi. Non potendo fare manifestazioni o cortei per dire la nostra, dobbiamo quindi rassegnarci a tacere? Forse è utile ricordare che è anche grazie alla nostra generazione con i suoi sacrifici, ideali e valori che è stata costruita la ricchezza morale e materiale del nostro paese di cui ora tutti usufruiscono.

Grazie di cuore a chi leggerà questo scritto e a chi avrà il coraggio di agire di conseguenza.

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