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Mauro Damiani
L'OSPITE
09.08.20 - 09:440

Patrioti un giorno all'anno

Mauro Damiani, Coordinatore ASNI Sezione Ticino

In occasione dei numerosi eventi commemorativi che si susseguono ogni 1° di agosto, è straordinario constatare quanti tra i politici che dovrebbero difendere i nostri interessi, sembrano voler dimostrare ai cittadini di essere dei veri patrioti, quando in realtà non lo sono affatto. La bandiera svizzera viene magnificata con grande entusiasmo, come pure vengono rievocate le grandi battaglie che, attraverso i secoli, hanno reso il nostro popolo Indipendente e in grado di autodeterminarsi.

A fronte di questi ricordi che d’indelebile hanno ormai solo le pergamene, ci viene detto costantemente che i tempi sono cambiati e che oggi non ha più alcun senso combattere (in senso lato) per difendere il nostro essere svizzeri e che quindi dovremmo inchinarci alle richieste dei partner commerciali, in ordine d’importanza. Quindi la nostra Indipendenza sarebbe soltanto una questione di soldi? Per la maggior parte dei politici è proprio così, sono infatti questi politici che si inchinano, senza nemmeno provare dolore alle ginocchia, a tutte le richieste dell’Unione Europea e che con i suoi rappresentanti stabiliscono addirittura accordi segreti per indebolire il Popolo svizzero. Il fatto che l’UE sia guidata di fatto da Francia e Germania non sembrerebbe essere un caso. I francesi hanno tentato molte volte di invadere la Svizzera e la Germania ha imparato dal loro Führer come indebolire un popolo: basta togliergli un po’ alla volta dei diritti così quando si accorge di non contare più nulla, è troppo tardi.

Un’élite politica, quella di casa nostra (o cosa nostra) che ha trasformato rapidamente l’acquisizione della cittadinanza svizzera da atto politico a un semplice atto amministrativo. Politici che non trovano il tempo per modificare alcuni articoli del Codice penale, articoli che gli consentono oggi di tradire i cittadini svizzeri senza temere conseguenze, purché non si indirizzino a un singolo Stato estero (il CP fa proprio riferimento a singoli stati e non a unione di stati); basterebbe pochissimo per correggerlo. E questi sono gli stessi politici che hanno dato priorità assoluta alla nascita di Via Sicura, sebbene molto più complessa e laboriosa di una semplice modifica o aggiunta ad alcuni articoli del CP. Politici che non trovano gli attributi per allestire delle liste nere dove collocare quegli Stati che consentono di comperarsi titoli di studio o altri titoli (la regina nel settore è senz’altro l’Italia), che poi noi siamo costretti da altri accordi a riconoscere come validi e a convertire in titoli federali, con una conseguente e spietata diminuzione della qualità svizzera a scapito di tutti i cittadini. La lista sarebbe ancora lunga…

Tutti i politici, a parte qualche rara eccezione come quella del ticinese che sosteneva proprio un 1° di agosto come una certa votazione andava rifatta perché la democrazia diretta sarebbe ormai viziata da troppa ignoranza e/o stupidità, diventano sui vari media dei veri patrioti dove taluni fanno anche la voce grossa credendo si risultare credibili, quando sono i primi a vestirsi da camerieri quando si confrontano con l’UE. La visione di troppi politici è che la Democrazia diretta è pericolosa per i loro affari e hanno ragione, pertanto è nostro dovere difenderla da questi subdoli attacchi.

Il 27 settembre 2020 sapremo cosa decideranno gli svizzeri, quale sarà il futuro della democrazia diretta e quello dei nostri figli, oggi molto più attenti alla politica di quanto ci immaginiamo..

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