tipress (archivio)
L'OSPITE
01.07.20 - 12:300

Governo cantonale e obbligo della mascherina, uno scenario già visto

Movimento per il Socialismo

Nel fare un bilancio dell’intervento del governo cantonale nella lotta alla pandemia, e in particolare nella fase iniziale, avevamo criticato l’atteggiamento del governo definendolo di tipo reattivo e non preventivo. Un atteggiamento che aveva visto il governo prendere con ritardo misure di divieto di alcune manifestazioni carnevalesche, così come la chiusura di case anziani o il divieto di visita. Erano state decisione prese in ritardo: ma proprio nei momenti in cui, come ricordava il medico cantonale, ogni giorno conta.

Sembra che la stessa cosa possa ripetersi con l’obbligo dell’uso della mascherina sui mezzi di trasporto e in altri luoghi chiusi pubblici caratterizzati da grande affollamento (e quindi dalla impossibilità di rispettare le misure di igiene e di distanziamento sociale.

Su questo punto ormai possiamo dire che tutti gli “esperti” (dalla task force istituita dal governo ai consulenti sanitari del governo a livello cantonale) sono chiaramente a favore dell’introduzione di questo obbligo: solo i tentennamenti dei governi federale e cantonali (questi ultimi, sulla base delle direttive di legge oggi vigenti, possono decretarne l’obbligo) tendono a rinviare l’introduzione di tale misura che appare, in questo momento, oggettivamente necessaria quale ulteriore misura di prevenzione di fronte a qualche seri segnale di una ripresa della diffusione del virus.

Il governo cantonale annuncia, per bocca del ministro della sanità De Rosa, che ci sta pensando; ma basta leggere le sue dichiarazioni per capire quale grado di esitazione e confusione vi sia: “A titolo personale ritengo che sia importante già entrare in materia e iniziare a ipotizzare nelle prossime settimane di introdurre un tale obbligo…”. Campa cavallo…

Naturalmente in questo contesto non perde occasione per manifestarsi il ministro dei trasporti Zali (l’imboscato della pandemia: durante le apparizioni del governo abbiamo avuto diritto a mezza pagina di presa di posizione letta in una delle drammatiche conferenze stampa): “La situazione evolve continuamente; non l’abbiamo fatto finora, con il livello attuale dei contagi in Ticino rimane una calda raccomandazione, ma non siamo ancora al punto di introdurre degli obblighi…”. Della serie: quando saremo nei guai prenderemo delle misure di…prevenzione.

L’MPS ribadisce il suo sostegno, già espresso di recente, all’introduzione immediata dell’obbligo dell’uso della mascherina sui mezzi di trasporto e in altri luoghi chiusi pubblici caratterizzati da grande affollamento (e quindi dalla impossibilità di rispettare le misure di igiene e del cosiddetto distanziamento sociale).

Invita il governo a prendere questa misura con celerità e senza ulteriori esitazioni e rinvii, in modo da poter usufruire del potere di prevenzione di questo obbligo. Si tratta di un momento delicato, vista l’evoluzione dei contagi in diversi cantoni e considerato che il Cantone vive un momento caratterizzato dal ritorno dei flussi turistici interni e dallo sviluppo di situazione di maggior contatto tra le persone (manifestazioni estive, riapertura piscine, riapertura discoteche, etc.).

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ospite
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile