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L'OSPITE
11.05.20 - 15:000

Come ripartire dopo la crisi COVID?

Piero Marchesi, presidente Sergio Morisoli, Capo Gruppo in GC UDC Ticino

Molte forze politiche hanno formulato delle idee per rilanciare il Ticino dopo il lock down. L’UDC Ticino esprime innanzitutto gratitudine verso quelle persone che hanno dato (e tuttora danno) il massimo per salvare le vite e per minimizzare i danni sociali ed economici di questa crisi, a chi ha gestito il paese e al popolo ticinese che si è mostrato saggio e ragionevole. Il nostro partito ha formulato un pacchetto di misure utili a breve e medio termine per sollevare il Ticino dalla crisi.

Non sempre è consigliabile tornare al punto di partenza, ma sarebbe opportuno ripensare alcuni condizioni quadro antecedenti alla chiusura.

Questo documento non si vuole esprimere sulla gestione della crisi sanitaria. E’ stata difficile per tutti e per ora nessuno è in grado di dire con certezza cosa sarebbe stato giusto fare e non fare. Purtroppo però, il Covid 19 ha danneggiato la nostra economia e fortemente frenato il processo di crescita. Se le chiusure imposte ormai da quasi 8 settimane hanno avuto il positivo effetto di frenare la diffusione del virus, dall’altra parte questa scelta comporta sacrifici economico e sociali per tutti: disoccupazione parziale, deficit, debito pubblico, incertezze per le persone, le famiglie, le ditte.

Come tutti, anche l’UDC ha in mente delle misure per risollevare il Canton Ticino al più presto e tornare come si dice “alla normalità”. Ma che cosa è “la normalità”? Era tutto giusto quello che c’era prima? In questo senso nell’affrontare l’ampissimo campo delle proposte da fare, abbiamo ritenuto che non tutte le condizioni raggiunte prima dell’epidemia sono necessariamente da ripristinare. Ad esempio, il mercato del lavoro snaturato e inceppato deve essere seriamente messo in “revisione”; come pure tutto ciò che riguarda le relazioni con la dipendenza dell’estero; il sistema sanitario (che ha retto bene) ma che nella sua dotazione di risorse tecniche e umane ha messo in luce anche dei rischi di “rottura” importanti; e altro ancora come le relazioni tra i poteri dello Stato, il federalismo.

In questo documento ci limitiamo a ciò che secondo noi, dovrebbe permettere di far ripartire il Ticino a breve e a medio termine, e che può essere attuato per decisioni di Governo e Parlamento in tempi molto brevi. Non vogliamo essere declamatori ma concreti. Governo, Parlamento, Commissioni e Amministrazione stanno allestendo in modo coordinato un piano di rilancio, sono stati creati dei gruppi li lavoro con molti esperti e non solo politici; abbiamo fiducia in questa organizzazione e nella metodologia scelta.

Detto questo riteniamo però di sottomettere ai vari Organi istituzionali alcune nostre proposte che si basano su alcuni principi fondamentali per creare prosperità e benessere per gli abitanti del Ticino:

La prima condizione è che si abbia il coraggio di “cambiare ciò che si può, ma di mantenere ciò che non si deve cambiare”. La seconda è quella di sottolineare che cosa NON va dimenticato:

1) Che il mercato è fondamentale e non va anestetizzato con i soldi dei contribuenti tenendo in vita attività decotte e ditte stracotte. Bisogna sostenere invece le aziende sane che operano eticamente e che si impegnano per impiegare manodopera residente.

2) Che la rete sociale svizzera sui 3 livelli istituzionali va usata correttamente e difesa. Un sano humus sociale è fatto di diritti e doveri e libertà. Evitiamo dunque delle distorsioni quale il reddito di residenza (già rifiutato dal popolo).

3) Che gli aiuti finanziari/sussidi/investimenti devono essere devoluti alla trasformazione strutturale e non sprecati per motivi congiunturali o di distribuzione a pioggia.

4) Che l’equilibrio finanziario va tenuto sotto controllo, i debiti di oggi sono le imposte dei nostri figli di domani.

5) Che il Coronavirus non giustifica ogni idea o pretesa. I progetti e le iniziative vanno selezionati con cura.

Sulla base di queste importanti premesse, proponiamo il nostro Pacchetto di misure attive. Si tratta di atti parlamentari (Mozioni e Iniziative) che i nostri Deputati hanno già presentato negli ultimi tempi e che non sono ancora stati evasi ma che oggi sono più urgenti che mai. Le abbiamo suddiviso per tematiche e distribuite su due orizzonti temporali: di breve e di medio lungo termine.

Successivamente presenteremo anche ulteriori proposte per migliorare il sistema sanitario, la formazione sanitaria, le risorse umane per il mercato del lavoro indigeno, il funzionamento della giustizia e della magistratura. Campi questi che richiedono un notevole coinvolgimento oltre che di addetti ai lavori e di politici, anche della società civile dovendo con essa trovare il massimo livello di condivisione.

Nella tabella allegata esponiamo una serie di interventi puntuali (28) che come detto riteniamo irrinunciabili e non più procrastinabili. Interventi che in modo complementare e sinergico tra loro dovranno permettere di proteggere il ceto medio e di promuovere le aziende ticinesi, per raggiungere la miglior socialità possibile che si chiama opportunità di lavoro per tutti.

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