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L'OSPITE
30.04.20 - 19:300

Contrari a riaprire le scuole: e i bar?

Raoul Ghisletta, granconsigliere e presidente PS Lugano 

LUGANO - Il medico cantonale dr. Merlani ha indicato alla Commissione sanitaria che dal profilo sanitario non è preoccupato tanto per la riapertura delle scuole, ma per quella molto spinta dei bar e ristoranti…

Il dr. Merlani ha aggiunto che la salute psicologica dei bambini e ragazzi sarà migliorata dalla riapertura delle scuole: eh sì, l’isolamento dai coetanei e il confinamento in famiglia creano ai bambini e ragazzi problemi anche sanitari. Cosa che il Municipio di Lugano ignora, per non parlare degli aspetti inegualitari legati all’insegnamento a distanza.

Indubbiamente la possibilità di ritrovarsi nei bar e la possibilità di frequentare almeno parzialmente la scuola dell’obbligo hanno uno strano peso specifico per la Lugano-da-bere presente in Municipio a Lugano!

Ma la cosa più incredibile è che il Municipio della Grande Lugano dichiari che il Grande Istituto scolastico comunale, in passato sempre all’avanguardia in Ticino, non è in grado di organizzare una riapertura parziale e prudente delle sue sedi scolastiche da lunedì 11 maggio: il Municipio chiede che le indicazioni siano calate dall’alto nel dettaglio, sede per sede dal Cantone. È un’autentica onta, che ovviamente si può capire solamente se si pensa che il capo Dicastero formazione a Lugano è il consigliere nazionale e redattore del Mattino della domenica, notoriamente troppo impegnato in altre faccende per occuparsene seriamente.

Infine è molto triste che il Municipio non sfrutti il margine dato dalle Direttive cantonali (punto 12 delle Misure organizzative) per riaprire la refezione alla scuola dell’infanzia e le mense della scuola elementare a tutti coloro che ne hanno bisogno. A Lugano sono state fatte tante battaglie dalle donne (e non solo) in Consiglio comunale per rendere accessibili a tutti le mense, ma tutto questo viene dimenticato dall’odierno Municipio, che si dimostra fondamentalmente patriarcale e maschilista. Le donne luganesi dovranno quindi stare a casa fino alla fine dell’anno scolastico e magari tutta l’estate ad accudire i bambini?

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