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L'OSPITE
14.04.20 - 12:000

Lettera aperta al CdS: Covid - 19 misure a sostegno dell’economia e dei posti di lavoro

Piero Marchesi, Consigliere nazionale e Presidente UDC Ticino

Egregio Signor Presidente,
stimati Signori Consiglieri di Stato,

la pandemia Covid19 ha pesantemente colpito la nostra società, sia per quanto riguarda la salute pubblica, che per le ripercussioni sull’economia e i posti di lavoro. L’UDC ha sostenuto l’azione del Consiglio di Stato perché si è rivelata adeguata, proporzionale e soprattutto coraggiosa. L’Esecutivo cantonale ha dimostrato convinzione e fermezza verso Berna nel rivendicare la necessità di gestire in modo più restrittivo la crisi, situazione che ha permesso di imporre uno stop all’economia e provocare un’importante attenuazione dei contagi. La crisi sanitaria non è certamente risolta, ma i risultati premiano l’azione del Governo e in particolare la disciplina e il rigore dei ticinesi.

La nostra economia ha beneficiato dell’importante piano di azione promosso dal Consiglio federale. I crediti erogati a favore delle aziende e il lavoro ridotto si stanno rivelando strumenti adeguati, seppur molto ci sarà da fare per rilanciare l’economia appena una riapertura graduale delle attività sarà possibile.

Una categoria di lavoratori è però stata dimenticata del Consiglio Federale, gli indipendenti. In particolare quelle persone o entità che non hanno subito l’obbligo di chiusura da parte del Governo cantonale, ma che di fatto hanno accusato un’importante riduzione del lavoro e di conseguenza delle entrate. Il tema è certamente noto al Consiglio Federale, ma da Berna le risposte promesse a questa categoria tardano ad arrivare e forse non arriveranno mai. Per questo motivo le Autorità del Canton Vallese il 9 aprile u.s. hanno varato un progetto “Indemnitées pour indépendants et autres personnes sans mesures” che riconosce un’indennità immediata agli indipendenti e ai proprietari di PMI. Questo aiuto è fondamentale per tutte quelle piccole aziende che animano l’economia del Canton Vallese, che altrimenti rischierebbero di sparire e con esse anche i numerosi posti di lavoro che generano.

Nel nostro Cantone il problema si pone allo stesso modo, anzi, forse in maniera più accentuata proprio per le maggiori restrizioni all’economia imposte dal Consiglio di Stato. Siamo a conoscenza di numerose piccole attività economiche che non hanno ricevuto un ordine di chiusura dell’attività, ma che di fatto, proprio perché l’economia è ferma, non hanno possibilità di esercitare.

Siamo sinceramente preoccupati per il futuro di queste piccole aziende, che come tutte le altre imprese, sono normalmente chiamate a contribuire con i vari oneri sociali e con le imposte, ma che in questa particolare situazione non possono beneficiare di alcun sostegno.

Con questa lettera aperta invitiamo il Consiglio di Stato a volersi attivare celermente e con altrettanto coraggio per fornire una risposta a questa importante categoria economica, ispirandosi al modello del Canton Vallese recentemente presentato. Questo aiuto idealmente dovrà essere sussidiario agli strumenti messi in atto dalla Confederazione.

A complemento informiamo che il Gruppo UDC in Gran consiglio presenterà un atto parlamentare specifico e che i nostri rappresentanti alle Camere federali si attiveranno per chiedere al Consiglio federale il riconoscimento della misura cantonale, in conseguenza all’ordinanza del Governo federale che ha permesso al Ticino di adottare misure più restrittive all’economia.

Richiamiamo inoltre le quattro mozioni presentate dal nostro Gruppo in Gran consiglio il 21 marzo u.s. che propongono sgravi fiscali per il ceto medio, per le aziende e per gli indipendenti, come la proposta di incentivare le assunzioni di personale residente.

Ringraziando per l’attenzione che il Lodevole Consiglio di Stato vorrà dedicare a questo nostro scritto, Signor Presidente e Signori Consiglieri di Stato, vogliate gradire cordiali saluti.

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