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L'OSPITE
07.04.20 - 09:530

Che la pandemia non diventi il pretesto per smantellare lo stato sociale e la difesa dell'ambiente

Alessandro Robertini, ForumAlternativo

Da chi vorrebbe spudoratamente attingere agli aiuti federali per salvare una struttura già fallita prima della crisi sanitaria (leggasi aeroporto di Lugano-Agno), a chi vorrebbe approfittare della situazione per abrogare definitivamente la tassa di collegamento votata da Gran consiglio e popolazione ticinese, a tutti quelli che vorrebbero agevolazioni ad innaffiatoio, pensando a torto di uscire in questo modo dalla crisi, atteggiamenti che non fanno altro che indebolire lo Stato, proprio quando la sua forza è assolutamente indispensabile per superare l'attuale crisi nel migliore dei modi. Non è questo il momento di ridurre la capacità ridistributiva dell'ente pubblico. Sottrarre entrate già votate e destinate a compiti ben precisi non potrà che indebolire il margine d'azione a favore di lavoratori e piccoli imprenditori, assolutamente indispensabile a emergenza sanitaria conclusa, aumentando la povertà e il disagio sociale e costringendo molte aziende al fallimento. Anche la lotta al degrado ambientale, problema non indifferente ma apparentemente scomparso dai monitor, ne risentirebbe in modo drastico. Non dimentichiamo che l'inquinamento causa un numero di vittime molto maggiore di quante ne avrà causate il coronavirus. Nel 2012 nella sola UE-28 ci furono oltre 400mila vittime dovute al particolato sottile PM2,5 e oltre 500mila se includiamo anche l'effetto dell'ozono (O3) e del biossido di azoto (NO2), su una popolazione di 500 milioni di abitanti, vale a dire 1 caso su 1000 abitanti, ben oltre i numeri dell'attuale pandemia che a confronto risulta una dilettante (Fonte: Agenzia europea dell'ambiente). Non dimentichiamo inoltre che molte persone a rischio COVID-19, lo sono proprio a seguito di patologie antecedenti dovute all'inquinamento. Sarà quindi indispensabile evitare che gli aiuti previsti dalla Confederazione non vadano a finire in pericolosi baratri senza fondo come quello dell'aeroporto di Lugano-Agno, struttura che da tempo non ha più nessuna utilità pubblica, pensando piuttosto, senza ulteriori perdite di tempo, ad un adeguato piano sociale per il ricollocamento dei dipendenti. Si evitino azzardate fughe in avanti per chiedere l'abrogazione definitiva della tassa di collegamento votata dal popolo ticinese, sottraendo importanti risorse per creare finalmente un sistema di trasporti pubblici adeguato ed efficiente su tutto il territorio cantonale. Se una sospensione temporanea della tassa in questo momento particolare può essere ragionevole, ritenuto anche che strade e posteggi sono sottoutilizzati, poco comprensibile e probabilmente anche illegale è la decisione del Consiglio di Stato di non incassare la tassa retroattivamente, quando diversi enti e ditte hanno deciso di riscuotere la tassa preventivamente, con risultati, checche se ne dica, soddisfacenti dal punto di vista della mobilità. Perlomeno c'è stato un contenimento di un ulteriore aumento del traffico. Non è quindi riducendo le risorse dello Stato che si potrà pretendere di uscire al meglio dalla crisi attuale e risolvere tutte le altre problematiche che andranno ben oltre la fine della pandemia. Che non diventi il pretesto per smantellare stato sociale e difesa dell'ambiente.

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