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L'OSPITE
05.04.20 - 11:250

Siamo ad un bivio: o la borsa o la vita

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Quando sono state presentate le scellerate proposte di Avenir Suisse per contrastare la pandemia del Coronavirus, in molti hanno pensato si trattasse di un pesce di aprile di pessimo gusto. Settimana lavorativa di 7 giorni, allentamento della legge federale sul lavoro, sospensione del divieto di lavoro notturno, liberalizzazione totale dell’apertura dei negozi dalle 06.00 del mattino alle 23.00 di sera con aperture festive e domenicali, completa liberalizzazione degli orari di lavoro nel settore dei trasporti e della logistica.

Sono queste alcune delle proposte per contrastare la pandemia partorite dai rappresentanti dell’ortodossia liberista, secondo cui le misure presentate dal Consiglio federale rappresenterebbero un importante attacco al diritto fondamentale della libertà economica.  Proposte irresponsabili che avrebbero drammatiche conseguenze sulla salute dei lavoratori e sulla sicurezza sul lavoro – ironia della sorte, il giorno successivo alle uscite di Avenir Suisse, la Suva (non proprio un covo di bolscevichi) metteva in guardia sui pericoli posti dal lavoro notturno per la salute e la sicurezza.

Proposte, soprattutto, che ben evidenziano le sensibilità degli ambienti padronali ed economici: accecati dalle dottrine liberiste e confinati nella loro torre di avorio, perdono sempre più il contatto con la drammatica realtà che vivono quotidianamente i salariati, le persone comuni e l’insieme della popolazione. Unitamente alle prese di posizione di Economiesuisse, hanno il merito di anticipare lo scontro che andrà in scena nei prossimi mesi sulle politiche economiche, sociali e ambientali del nostro Paese.

Appare evidente che siamo ad un bivio decisivo. Dopo la pandemia, l’alternativa sarà tra una visione di società incentrata sulla dignità delle persone, i diritti sociali e l’ambiente, favorevole al rafforzamento dei processi democratici in politica e nell’economia, e un incubo liberista basato sulla legge del più forte. Detto in altre parole, o porremo fine al ciclo neoliberista che ha favorito povertà, disuguaglianze e precarizzazione delle condizioni di vita e di lavoro, o saremo confrontati ad una drammatica accelerazione delle controriforme neoliberali e alla conseguente macelleria sociale.

Non c’è più tempo per le lotte difensive e i compromessi. L’unica soluzione per evitare questo futuro drammatico è di istituire un fronte che promuova una vera e propria offensiva in favore di una società diversa. Tutte le forze politiche e sociali che si battono per una società più equa ed ecologicamente sostenibile, per i diritti sociali e dei lavoratori, per l’equilibrio tra uomo e natura, dovranno unire le forze e passare all’attacco.

Noi ci siamo e faremo la nostra parte. Ora si cambia!

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