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L'OSPITE
01.04.20 - 11:230

I creativi freelance non esistono

Marco Jeitziner

Il 25 marzo i sindacati di categoria hanno ricordato all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) di estendere gli aiuti straordinari dovuti al Covid-19 a "tutti" i lavoratori indipendenti, liberi e freelance. Tra questi molti giornalisti professionisti, fotografi ecc., che da settimane non avrebbero più alcuna entrata finanziaria. A loro non restano che i risparmi e, se dovesse protrarsi ancora per mesi la crisi, l'assistenza sociale, dato che non possono chiedere nemmeno la disoccupazione. Solo quelli messi in quarantena o che non possono accudire i figli hanno diritto alle indennità straordinarie, ma quanti sono? E solo quelli attivi nel concetto astratto di "cultura" a cui, sempre che esista, è stato annullato un contratto (per eventi cancellati, ecc.). Come se gli altri col loro lavoro non facciano cultura. A causa della "scarsità o mancanza di clienti", dice l'Ufas, non si ha diritto. Invece bar, parrucchieri e quant'altro, sì. Il 27 marzo il ministro Parmelin ha riconosciuto che non c'è ancora una soluzione. L'Ufas non ha deciso ancora niente. Tutto è ancora incerto, i soliti pasticci giuridici. Com'è possibile? O tutti o nessuno. Il Governo e l'Ufas sanno benissimo di questa categoria, dato che versa i contributi AVS, eppure è come se non esistesse. Dimenticata. Come se non fosse un ramo economico e/o culturale. A perderci è la stampa, già in difficoltà, la cultura tutta e l'enorme potenziale creativo del paese. 

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