Gian-Luca Lardi
L'OSPITE
14.02.20 - 12:360

Liceo o apprendistato?

Gian-Luca Lardi, presidente SSIC e vicepresidente dell’Unione svizzera degli imprenditori​

«Mi dispiace che tuo figlio non abbia la possibilità di andare al liceo!». Non è forse questa una delle affermazioni più temute di una mamma che discute del futuro dei propri figli con le sue amiche? Sicuramente non per tutte, ma proprio in Ticino la pressione sociale spinge storicamente al rialzo la proporzione di giovani che conclude la maturità liceale. Il nostro cantone si trova al secondo posto in Svizzera, subito dietro Ginevra, con una quota di maturità del 32%. A titolo di paragone, nel vicino Canton Grigioni questa è del 19%, a Berna del 18%, a Zurigo del 20% e nel Canton Uri del 14%. Ma questo di per sé non costituisce ancora un problema.

Uno sguardo alla letteratura – molto ricca grazie ai 26 sistemi di formazione diversi in Svizzera – ci aiuta però a contestualizzare queste percentuali. E un po’ di preoccupazione incute la correlazione inversa tra il tasso di successo negli apprendistati e il tasso di maturità liceale. Più alta è quest’ultima, più bassa è la proporzione di apprendisti che concludono con successo la loro formazione. A dire il vero non deve sorprendere, dal momento che gli alunni scolasticamente “più bravi” vengono indirizzati verso percorsi liceali. Questi profili mancano di conseguenza nei curricula professionali di base: in termini di tasso di successo del percorso di apprendistato il Ticino figura tra i 4 cantoni peggiori.

Ma solo ora i nodi arrivano al pettine: una medesima relazione si presenta anche tra il tasso di maturandi liceali e il numero di interruzioni a livello universitario e di alte scuole. Anche in questo caso, maggiore è il tasso di liceali e più alta è la percentuale di giovani che, una volta all’università, interrompono gli studi. Primi su tutti ancora i ginevrini, ma anche in questo caso il nostro cantone figura nel plotone di testa tra i cantoni con i giovani più “fallimentari” nei percorsi universitari.

La correlazione più preoccupante è la seguente: è dimostrato che il numero di persone che non hanno più diritto all’indennità di disoccupazione (e che quindi entrano nel circolo vizioso dell’assistenza) è direttamente legato al tasso di maturità. Sempre in testa Ginevra – che ha 4 volte più persone che non hanno più diritto alla disoccupazione rispetto al Canton Uri! – il Ticino figura nuovamente al 4. posto.

Le cifre non lasciano, ahinoi, spazio a dubbi: maggiore è la quota di maturità, più basso è il tasso di successo sia nella formazione professionale, sia nelle carriere universitarie. Al contempo aumenta il tasso di disoccupati, soprattutto quelli di lunga durata. La forte spinta sociale verso i percorsi liceali è dunque tutt’altro che garante di successo! Anzi, a causa delle maggiori probabilità di fallimento origina costi importanti per famiglie e collettività, senza pensare alla frustrazione di chi ne è toccato. La formazione professionale invece – con i suoi numerosi percorsi e sbocchi fino al livello universitario – si rivela una scelta vincente. Chissà che tra qualche anno la mamma compatita dalle amiche non si ritrovi con un sorriso più ampio di tutte le altre.

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