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L'OSPITE
18.11.19 - 12:230

5G: salute e libertà di scelta

Avv. Barbara Simona Dauchy, Locarno

di Redazione

Nell’aprile e nel giugno 2019 sono entrate in vigore le nuove disposizioni dell’Ordinanza

Federale sulle radiazioni non ionizzanti (ORNI) riguardanti la tecnologia di quinta generazione (5G). La ORNI, come ogni ordinanza federale, è sottratta a qualsiasi intervento popolare e può quindi essere modificata a piacimento dal Consiglio federale, cui spetta il compito di attuare la Legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) e di proteggere il cittadino e l’ambiente da immissioni moleste; nel caso specifico, con la ORNI, dalle radiazioni non ionizzanti (art. 13 LPAmb).

Le antenne di telefonia mobile producono campi elettromagnetici generati da queste radiazioni. L’interazione tra le antenne e i vari tipi di ricettori (telefonini ad esempio) crea ulteriore elettrosmog.

Il criterio per determinare se i campi elettromagnetici prodotti dalle antenne (esclusi quindi quelli creati dall’interazione con i ricettori) siano dannosi per gli esseri umani, la fauna e la flora è determinato dall’art. 11 LPAmb che recita: “Indipendentemente dal carico inquinante esistente, le emissioni, nell’ambito della prevenzione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche”. La salute degli esseri umani, della fauna e della flora non è pertanto un valore assoluto, ma è determinata da ponderazioni tecniche e economiche a discrezione dell’Autorità.  

Vi sono due parametri di controllo: le emissioni (onde che le antenne o l’impianto di antenne trasmettono) e le immissioni (onde che arrivano al corpo umano).

Per le emissioni vale il seguente principio: “ Le limitazioni delle emissioni sono inasprite se è certo o probabile che gli effetti, tenuto conto del carico inquinante esistente, divengano dannosi o molesti”.

Per le immissioni, i valori limite sono determinati tenendo conto di pericoli scientificamente provati.

Questo modo di determinare i valori limite è problematico. Vi è, infatti, un ribaltamento dell’onere della prova, ovvero: per le radiazioni non ionizzanti non spetta alle compagnie della telefonia mobile e neppure al Consiglio federale dimostrare al cittadino che le radiazioni emesse sono innocue o poco pericolose. Per la legittimazione dell’utilizzo della tecnologia 5G, con la posa e messa in funzione delle antenne, è sufficiente che non esistano prove scientifiche della loro pericolosità. Ed è così che questa tecnologia di ultima generazione, che nell’ambito scientifico è molto controversa e di cui non sono assolutamente noti gli effetti sulla salute, è stata introdotta repentinamente anche in Svizzera: con una copertura prevista pari al 90% entro la fine del 2019 e la costruzione di 15'000 nuove antenne.

Dopo alcune moratorie cantonali, tra cui quella del Giura, la Confederazione ha assicurato che non utilizzerà le onde millimetriche a breve.

L’affermazione lascia perplessi poiché la Confederazione si occupa di integrare nel Piano d’azione “Svizzera digitale” misure prese da attori esterni. Nel Piano d’azione (visibile in rete), si parla dell’Armonizzazione globale delle frequenze supplementari per il 5G e della partecipazione attiva della Svizzera alla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni dell’UIT 2019 (CMR19) “allo scopo di identificare nuove bande di frequenza per le reti di radiocomunicazione mobile a banda larga di 5a generazione (5G) nelle frequenze millimetriche”.

Se si pon mente che le attuali bande di frequenza vendute ai provider dalla Confederazione nel febbraio 2019 sono frutto delle trattative della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni dell’UIT 2015 (CMR15), come si legge nel portale del Governo federale, è assai probabile che le onde millimetriche saranno presto introdotte anche in Svizzera. Quanto alle rassicurazioni date nel giugno 2019 dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) al Giura, ovvero che la Svizzera non ha intenzione di autorizzare le onde millimetriche legate al 5G fino a quando non sarà fatta luce sugli effetti di tali frequenze, al momento debito resterà applicabile il principio citato secondo cui, in mancanza di studi che ne dimostrino la pericolosità, anche le onde millimetriche potranno essere considerate come ammissibili in base alla LPAmb.

Di fronte all’introduzione repentina di una tecnologia così invasiva, ci dobbiamo interrogare sul da farsi senza perdere tempo, soprattutto per i possibili impatti sulla salute; mi riferisco soprattutto alle conseguenze causate dalle onde millimetriche, provenienti dal mondo militare, e ora, con la tecnologia 5G, in uso in vari paesi del mondo ad altissime frequenze e senza particolari scrupoli per la salute pubblica.

In Svizzera abbiamo la possibilità di informarci e di avvalerci di tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per frenare l’imposizione della tecnologia 5G. Esistono tecnologie in fase di sperimentazione, innovative, evolute e senza impatto elettrobiologico sulle persone. Per il momento non possono ancora sostituire il 5G su scala mondiale, ma promettono bene e si stanno espandendo su larga scala. Su quale tecnologia si vuole puntare è una questione di tempo e di scelta, anche dei consumatori. Nell’attesa è indispensabile adottare il principio di precauzione!

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