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L'OSPITE
12.11.19 - 10:480

È più verde la sinistra o la destra?

Alberto Dotta, presidente sezione PLR Airolo

Io sostengo la tutela dell’ambiente ma mi disturba che, di principio, si considera di sinistra chi è a favore dell’ambiente o a favore dell’ambiente chi è di sinistra. Di questi tempi, sembra infatti che se si è per l’ambiente si debbano eleggere solo i candidati di sinistra. I diversi grafici che indicano se una persona o un partito è di destra o di sinistra, inseriscono il tema ambientale come prerogativa della sinistra. Creare queste suddivisioni è a vantaggio di quei partiti ma a svantaggio dell’ambiente in quanto la sensibilità ambientale deve essere spalmata e condivisa su tutti i fronti.

Ho letto recentemente i dati ecorating che fotografano la tendenza ecologica dei parlamentari nel corso della scorsa legislatura. Risultano queste percentuali: Marina Carobbio 100%, Marco Chiesa 1,9%, Giovanni Merlini 24,5%; Filippo Lombardi 38,9%. Ritengo questa graduatoria assai tendenziosa per diversi motivi. Innanzitutto la classifica si basa unicamente su determinate votazioni del Parlamento federale, scelte in modo soggettivo, e non considerano altre azioni come quelle promosse da Merlini, Farinelli, Lombardi e altri che si impegnano per prolungare e completare in tempi ragionevoli AlpTransit oppure le molte proposte di Rocco Cattaneo per lo sviluppo di una rete di piste ciclabili estesa e sicura. Poi perché non credo si possa dire tanto facilmente che chi vota si o no sia automaticamente pro o contro l’ambiente, anche perché ecorating non analizza né i motivi per cui una persona o un partito votano in un determinato modo né l’efficacia di determinate misure. E’ più verde chi difende il lupo o chi si turba per le decine di pecore uccise o agonizzanti? E’ più verde chi pensa ai pesci o chi alla produzione idroelettrica? E’ più verde chi è a favore di una centrale nucleare in Svizzera o chi è contrario, ma è disposto a importare energia dall’estero, prodotta allo stesso modo ma in modo meno sicuro? E’ più verde Carobbio che è a favore di un fondo per la sicurezza per le centrali nucleari o Merlini che invece ritiene che quei fondi debbano essere investiti dalle stesse aziende elettriche per altre misure a favore dell’idroelettrico? E’ più verde il contadino UDC che lotta giornalmente per mantenere la natura ed il nostro territorio, il ricercatore PLR che si impegna per trovare soluzioni innovative o chi inventa misure e balzelli finanziari da imporre agli altri?

A ben guardare, alcuni principi alla base del socialismo fanno a botte con l’ambiente. La sinistra insiste col voler tassare in ogni modo chi lavora e risparmia. Tassare la sostanza significa premiare chi consuma e che, presto o tardi, avrà bisogno di risorse dello Stato utilizzabili altrimenti. Se si vuole agire per l’ambiente si dovrebbe invece premiare chi non spreca energia e risorse ma risparmia, investe e vive in modo indipendente. La sinistra, inoltre, crede che lo Stato debba essere al di sopra del cittadino a cui deve imporre determinate regole e tasse. Io credo invece che al centro c’è l’individuo il quale deve assumersi le proprie responsabilità e i propri obblighi. È l’individuo innanzitutto che deve modificare le proprie abitudini, consumare meno, accontentarsi del poco, ridurre i trasporti inutili e utilizzare i mezzi pubblici, acquistare prodotti a km zero, ecc. Senza l'impegno di ognuno di noi è utopico credere che saranno le misure imposte dallo Stato a far raggiungere il risultato ambientale sperato, basta pensare alla rivolta dei gilets jaunes in Francia che hanno rimandato al mittente le tasse “ecologiche” imposte dal governo Macron. Credo invece che lo Stato debba anzitutto agire sensibilizzando i cittadini e incentivando misure ecologiche. E’ preoccupante inoltre la spiccata tendenza della sinistra a demonizzare imprenditori e imprese senza i quali non avremmo né il lavoro né il benessere né i soldi per finanziare le misure ecologiche. O forse che l’obiettivo nascosto da queste politiche sia proprio quello di provocare una crisi economica con conseguente riduzione dei consumi, dei posti di lavoro, degli spostamenti e dell’utilizzo di autoveicoli… a tutto vantaggio dell’ambiente?

Anche in questo ambito l’UDC o la Lega ticinese sarebbero altrettanto pro ambiente visto che con la loro politica di chiusura riuscirebbero a creare una bella crisi economica. E’ proprio vero che gli estremi si toccano. Meglio scegliere una via mediana ed i partiti che cercano di far stare in piedi il tutto. Ecco perché voterò Merlini e Lombardi.

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