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L'OSPITE
17.10.19 - 14:120

“Riforma sociale”: l’ennesimo ricatto a scapito dei cittadini!

Movimento per il Socialismo

15 milioni di “misure sociali” contro oltre 150 milioni di sgravi per le aziende e i benestanti: è il nuovo patto di palazzo che il Consiglio di Stato sottoporrà ai cittadini, con il sostegno della maggioranza dei partiti.

Quella che viene pomposamente chiamata “Riforma sociale” in realtà è solo un parziale dietrofront a cui le autorità sono costrette visti gli effetti deleteri dei provvedimenti adottati nel recente passato.

Grazie ai tagli operati nel settore sociale negli ultimi cinque anni il cantone ha ridotto il suo impegno finanziario “a favore delle fasce più deboli e del ceto medio” di 53 milioni l’anno: 30 milioni in meno di sussidi di cassa malattia e oltre 23 milioni in meno di assegni integrativi e di prima infanzia.

Il “miracolo” del “risanamento” delle finanze si spiega se proprio bisogna attribuire un “merito” al governo, proprio con questi pesanti tagli in materia di sussidi sociali. A cui si è aggiunta una lievitazione delle entrate fiscali (e del patrimonio pubblico – BancaStato, Banca Nazionale, etc.) sulle quali il governo non può vantare alcun merito.

Dal 2014 circa 30'000 persone hanno perso il diritto ai sussidi di cassa malattia: eppure non era difficile prevedere che i premi sarebbero costantemente aumentati facendo lievitare anche il numero di persone ormai non più in grado di pagarli.

Infatti gli assicurati morosi in cinque anni sono passati da 233 a oltre 22'000 e le persone private di cure sono quasi quintuplicate. Il Consiglio di Stato oggi ha pure la faccia tosta di sostenere che con le sue proposte ha dimostrato di “credere fermamente nella necessità di sostenere le fasce della popolazione economicamente più deboli”.

Inoltre con il “Pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali” del 2016 un migliaio di famiglie sono state private degli assegni integrativi e di prima infanzia, che permettevano loro di arrivare a fine mese. In quell’anno il numero di persone in assistenza ha subito un aumento record del 12,7%. Dando prova di notevole cinismo, sono stati levati gli aiuti anche alle famiglie di disoccupati, sottoccupati e indipendenti sostenendo che questo li avrebbe spinti a lavorare di più. Oggi ci si “accorge” che scaricandoli in assistenza si è ottenuto l’effetto contrario. L’introduzione del “computo del reddito ipotetico” ha portato a una situazione delirante nella quale alle persone più bisognose è stato tolto un necessario sostegno calcolando un reddito inesistente, mentre parte del reddito effettivo degli azionisti non viene tassato facendo finta che non esista.

Un riforma implicherebbe un cambiamento di sistema basato su un’analisi dei reali bisogni della popolazione. Quelle presentate oggi sono misurette “taia e medega” che servono solo per far accettare 150 milioni di sgravi a pioggia ad aziende e a chi non ne ha bisogno e che andranno a sommarsi ai 52,5 milioni già concessi con la riforma fiscale e sociale cantonale. Di ricatto in ricatto, si tolgono risorse allo stato con la solita politica del “piove sul bagnato” e per la maggioranza della popolazione rimangono solo le briciole.

Se la politica è occuparsi del bene comune, questo governo ha dimostrato ancora una volta di non essere in grado di svolgere il suo compito; o, meglio, di essere interessato principalmente al bene di una piccola minoranza di privilegiati.

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