L'OSPITE
07.10.19 - 16:000

3 corsie nel Mendrisiotto? Eresia!

Jessica Bottinelli, Candidata al Nazionale, Lista12, Verdi e Sinistra Alternativa

Ogni mattina facendo colazione ascolto la radio e immancabilmente, tutti i giorni, vengono snocciolate le informazioni del traffico che annunciano code, ingorghi e rallentamenti. In Ticino, la mobilità è sull’orlo del collasso e la situazione sembra esser lungi dal trovare delle soluzioni appropriate.

Complici gli oltre 60'000 frontalieri che trovano impego nel nostro cantone, si aggiungono la pigrizia e le cattive abitudini nel voler circolare in auto a tutti i costi, così come la scarsità dell’offerta di mezzi pubblici nelle zone discoste.

A fronte di una situazione vicina all’orlo del baratro mi chiedo, che fare? In primis rispedisco al mittente, senza se e senza ma, la proposta dell’USTRA per una terza corsia autostradale a sud del Ponte diga di Melide. Tale progetto è inaccettabile e totalmente retrogrado.

Attualmente il traffico è talmente congestionato che una terza corsia non porterebbe che lievi miglioramenti dal punto di vista della fluidità del transito lungo l’autostrada. Il problema più evidente si pone in prossimità delle uscite e dunque degli abitati. Quest’ultime si trasformerebbero infatti in cosiddette ‘zone imbuto’ con ulteriori congestionamenti e gravi conseguenze dal punto di vista della qualità dell’aria e dell’inquinamento fonico. Insomma, che fare? Ci vuole senza dubbio un approccio pragmatico e lungimirante, orientato al futuro e non una semplice colata di cemento come se fossimo ancora negli anni ’50. Per problemi complessi esistono solo soluzioni articolate e multidisciplinari, bisogna perciò agire su più fronti contemporaneamente.

Priorità per la nuova delegazione a Berna sarà il completamento a sud di Alptransit. Un’infrastruttura di tale portata è semplicemente monca senza la sua parte a sud. Miliardi investiti per un progetto finito a metà? Non ha senso, serve da subito un’importante pressione politica per trovare rapidamente un consenso sul tracciato e iniziare i lavori quanto prima. In secondo luogo, la rete di trasporti pubblici dev’essere ampliata nelle regioni periferiche. La frequenza va aumentata sempre tenendo d’occhio il prezzo delle corse che deve rimanere alla portata delle famiglie.

In Ticino, a differenza degli altri cantoni svizzeri, il concetto di telelavoro (il lavoro da casa) non è ancora riuscito a imporsi come parte integrante della soluzione. Chiaramente non è una possibilità adatta a tutte le professioni, ma è comunque un tassello importante da inserire nel mosaico delle soluzioni. A livello cantonale c’è stata una proposta de I Verdi del Ticino di introdurre la figura professionale del manager del traffico, ovvero un aiuto per coordinare e gestire i flussi dei dipendenti delle grosse aziende. Non dimentichiamo altre soluzioni alternative come il car sharing. Insomma, prima di intraprendere qualsivoglia ulteriore costruzione stradale è importante esplorare tutte le alternative.

A Berna servono giovani con visione e coraggio di cambiare le vecchie abitudini, persone che siano pronte ad andare incontro alle nuove sfide della nostra società con coraggio e apertura di spirito. Io per il Mendrisiotto ci sono.

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