L'OSPITE
27.09.19 - 15:300

Swissmetro: un futuro dimenticato?

Kevin Pelli, Vice presidente Giovani Liberali Radicali Bellinzonese e Valli

Lo Swissmetro nell’ormai lontano 1984, era già un progetto futuristico e molto ambizioso per la nostra piccola Svizzera. Fu l’allora neo Consigliere nazionale Sergio Savioni a lanciare la mozione che movimentò quello che allora era un sistema dei mezzi di trasporto pubblici molto statico e poco innovativo (tutt’oggi legato a questo standard ormai molto vecchio e non sostenibile, sia finanziariamente che ecologicamente).

Sempre più spesso si notano i ritardi dei treni dovuti, giustamente, a dei cantieri per il mantenimento e l’ampliamento della stessa rete. Investimenti annui di oltre 13 mia., come quelli appena autorizzati dal Consiglio federale e confermati dal Consiglio nazionale. A tal proposito sorge un quesito: perché continuare ad investire soldi, del contribuente, per riparare (13 mia. annui) le linee esistenti e non investire in un progetto che prima di tutto va a sgravare la linea ferroviaria, attualmente, come dicono gli esperti del settore, ormai sovraccarica, ed inoltre toglie quei tanto odiati mezzi pesanti dalle nostre autostrade?

Quest’idea riportata a galla dal giovane candidato PLR al Consiglio Nazionale, Alessandro Spano, suscita nuovamente l’attenzione del mondo politico e della popolazione. Ancor di più nella fascia d’età dei giovani, sempre più attenti a quel che succede nel mondo della politica climatica. Il costo stimato di quest’opera si aggira attorno ai 31-35 mia. di franchi. Costo che ritengo sia non esagerato per un progetto di queste dimensioni e di quest’importanza.

La situazione dell’economia pubblica ci permette di pensare a questi grandi progetti (vedi per es. l’utile annunciato dalla BNS di 38.5 mia.); questo deve portare ai politici la forza e la determinazione di ambire a dei progetti che andranno a cambiare i paradigmi futuri di come il trasporto pesante possa passare dalle strade sulla rotaia e così finalmente rispettare il volere dell’elettorato espresso con la votazione a favore dell’iniziativa delle alpi, che prevedeva un tetto massimo di 650'000 veicoli pesanti di passaggio nella Galleria del San Gottardo, cifra che invece si aggira attualmente a circa 1 mio. di unità.

Con questo progetto l’impatto climatico ed il cosiddetto ecologic-footprint della nostra amata Svizzera si abbasserà notevolmente. Inoltre un progetto di queste dimensioni creerà sicuramente una crescita di posti di lavoro e di introiti per le aziende, di conseguenza anche per i vari Cantoni e la Confederazione stessa, disponibilità finanziarie che potranno essere riversate ai cittadini e alle cittadine come sovvenzioni ed ulteriori incentivi per l’installazione d’impianti ad energia rinnovabile ed all’acquisto di macchine elettriche a basso inquinamento (CO2).

Queste sono le idee ed i progetti futuristici che la nostra nazione deve e può portare in avanti ed in seguito, con il know-how acquisito, esportare le nostre conoscenze agli altri paesi e così spingere le nazioni attualmente maggiori responsabili per il riscaldamento climatico (USA, Cina e India) ad un trasporto merci o di persone ecologico, e che rende l’utilizzo della propria vettura o dei mezzi pesanti una situazione meno efficiente e sostenibile sia economicamente che ecologicamente.

Già nel 1984 alcuni politici hanno avuto una visione migliore della nostra rete ferroviaria e di conseguenza anche di quella stradale. I nostri politici devono oggi avere il coraggio di non solo guardare ai progetti per le scadenze elettorali ma di pensare a nuovi progetti, come una volta per il traforo del San Gottardo, incentivare progetti lungimiranti e pionieristici come solo la Svizzera sapeva, sa e saprà fare.

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