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L'OSPITE
24.09.19 - 12:100

Premi casse malati: le risposte ci sono, manca la volontà

Marina Carobbio, candidata al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale

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Ci risiamo, anche quest’anno i premi cassa malati sono aumentati. A livello svizzero forse meno del previsto, ma la situazione resta problematica. A livello ticinese l’aumento è invece superiore alla media svizzera e ciò non può che preoccupare, in particolare considerando i salari inferiori. Anno dopo anno i gridi d’allarme disilludono le cittadine e i cittadini. Eppure è dovere della politica trovare dei correttivi a quella che è una delle voci di spesa che pesano in maniera più importante sui budget delle economie domestiche. Anche perché i margini di manovra per agire ci sono. Elencherò brevemente alcune proposte, consapevole che sarà possibile attuarle solo se ci sarà la volontà politica di farlo e gli interessi delle lobby non avranno il sopravvento sull’interesse degli assicurati. Lobby che sono ben presenti in Parlamento e nella commissione che si occupa proprio di queste questioni.

Anzitutto è urgente e necessario agire sul finanziamento dell’assicurazione malattia e quindi diminuire i premi cassa malati e le spese non coperte dall’assicurazione malattia di base, ma che gli assicurati pagano regolarmente di tasca propria. In vent’anni premi cassa malati sono aumentati del 120%, ben al di sopra dell’aumento dei salari e delle rendite pensionistiche che invece stagnano. Ecco perché con il mio partito abbiamo lanciato un’iniziativa popolare per mettere un tetto ai premi cassa malati al massimo al 10% del reddito disponibile. Una proposta che andrà a favore soprattutto del ceto medio e medio-basso che non beneficia degli aiuti per ridurre i premi cassa malati, grazie a un’estensione dei sussidi da parte dell’ente pubblico, partendo dalla Confederazione. Certamente non un cerottino, come raccontano coloro i cui interessi stanno altrove.

Secondariamente si devono limitare le riserve delle casse malati, ben al di sopra del limite legale necessario, garantendo più trasparenza nel calcolo dei costi e dei premi. Rivendicazione presentata dal Partito Socialista già da tempo, ma addirittura indebolita a livello di esecuzione quando, nel 2015, esponenti di centrodestra hanno fatto pressione sull’ordinanza della legge sulla sorveglianza degli assicuratori malattia. Fa quindi specie sentirli oggi dire che proprio in questo ambito si deve agire. Ripensamento tardivo in periodo elettorale? A medio termine rimane poi l’obiettivo di una cassa malati pubblica e di premi proporzionali al reddito.

Bisogna poi intervenire sui costi sanitari, così come io e altri rappresentanti del Partito Socialista abbiamo proposto spesso invano a Berna, perché anche in questo caso più volte le nostre proposte sono state respinte dalle attuali maggioranze di centro-destra. A partire da una maggiore regolamentazione del settore ambulatoriale che significa non solo, giustamente, regolare l’apertura di nuovi studi medici, come previsto dalle recenti decisioni federali, ma anche rivedere certe tariffe mediche introducendo dei forfait di spesa. Si può fare molto di più anche sul costo dei medicamenti, troppo alti e sempre in crescita, per niente giustificati dai costi per la ricerca e la produzione per lo sviluppo dei nuovi medicamenti. In questo ambito non basta favorire i farmaci generici, ma bisogna far diminuire i costi dei prodotti nuovi sottoposti a brevetto che sono la maggiore voce di spesa in questo campo. Inoltre si deve evitare il ricorso a prestazioni non necessarie ma spesso costose, ad esempio regolando il proliferare di apparecchiature diagnostiche ovunque, che a loro volta generano esami e attività che potrebbero anche essere evitati senza compromettere le cure.  

Proposte non nuove, che dovrebbero trovare il sostegno di tutti gli attori coinvolti, ma che finora non hanno trovato il consenso necessario perché gli interessi sono ben altri. Ecco perché le elezioni federali del prossimo 20 ottobre sono una tappa fondamentale: per diminuire i premi cassa malati, rendere più sociale l’assicurazione malattia, agire finalmente sui costi e non fare gli interessi delle lobby.

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