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L'OSPITE
18.09.19 - 18:030

Isole di Brissago dimenticate: ora si riparte

Bruno Storni, PS

Ho esaminato con il collega Nicola Pini per la Commissione della Gestione e Finanze i due messaggi per le Isole di Brissago Consiglio di Stato il primo la ratifica delle convenzioni per l’acquisizione delle Isole di Brissago e il secondo un credito di 3.8 mio per risanamento urgente degli edifici, degli impianti delle strutture esterne e per la progettazione di interventi e misure che possano rendere più funzionali, fruibili e attrattive le Isole.

Due messaggi che ho sostenuto, non senza qualche perplessità su quanto successo.

Da una parte l’acquisto completo delle comproprietà dei Comuni di Ascona, Brissago e Ronco, acquisto resosi necessario per la difficoltosa gestione delle Isole che l’amministrazione a 4 purtroppo portava.

Che i tre comuni che di fatto formano geograficamente e funzionalmente un tutt’uno con il lago e le due magnifiche Isole non abbiano saputo tutelarle e promuoverle come meritavano anzi hanno lasciato che parti importanti degradassero è difficilmente comprensibile, quando sappiamo quanto gli enti locali in generale chiedano al cantone sempre maggiori competenze e deleghe.

Occorre ricordare che anche la Navigazione sul Lago Maggiore aveva fatto un’esperienza analoga, non voglio rivangare la vicenda ma due anni fa sul bacino svizzero è rimasto diversi mesi senza servizio di navigazione.

Purtroppo le due situazioni, gestione lacunosa Isole e lago senza navigazione sono affini ed evidenziano preoccupanti lacune nella gestione pubblica da parte di enti locali.

È così, come sappiamo, per la navigazione ha dovuto subentrare un imprenditore privato e per le Isole subentra pantalone Cantone. Il Locarnese non fa una bella figura.

Secondo elemento di imbarazzo di questi messaggi Isole è il credito di 3.8 milioni per risanamenti urgenti.

Urgenti perché la gestione in comproprietà Comuni-Cantone non ha investito a sufficienza per mantenere le Isole nello stato che si meritano.

Per evitare di generalizzare preciso che non tutto è degradato, il Parco botanico è in uno stato eccellente, è curato con grande professionalità da una squadra di giardinieri che fanno parte dell’amministrazione cantonale. Quindi il Cantone la sua parte per mantenere lo splendore del Parco che è il cuore delle Isole, la sua parte .. finora l’ha fatta.

Dimenticate sono invece state le infrastrutture tecniche del suggestivo edificio principale, albergo ristorante che a prima vista sembra in buono stato ma che dietro le quinte necessita urgentemente di misure di impermeabilizzazioni e di rinnovamento degli impianti tecnici.

L’impianto di potabilizzazione perde acqua, delle 6 pompe di calore solo due sono ancora funzionanti, mentre il depuratore è fuori uso da ormai 20 anni.

Chiaramente una situazione poco dignitosa e poco esemplare per un edificio pubblico per non usare termini più duri.

Ora con il trapasso di proprietà si cambia e si risana, i tecnici della sezione della logista hanno individuato le misure urgenti da mettere in cantiere già nei prossimi mesi e queste gravi mancanze saranno messe a posto, le acque luride finiranno nel lago depurate e l’edificio farà da pari al Parco, con l’invito come ente pubblico ad essere esemplare per efficienza energetica.

Ma per rilanciare le isole che da anni registrano perdite di visitatori ci vorrà anche un adeguato servizio di navigazione in termini di frequenze ma anche i costi delle corse.

Dal 2008 al 2014 i prezzi dei biglietti sono aumentati del 46 % con la conseguenza che i visitatori sono dimezzati. Oggi da Locarno si paga 34 Fr.

È vero che con il nuovo Consorzio che offre i servizi di navigazione vale finalmente l’abbonamento a metà prezzo, che in Svizzera è abbastanza diffuso ma non abbiamo solo ospiti svizzeri con il meta prezzo ma anche quelli senza e ospiti stranieri.

Pure il TicinoTicket non ha validità.

Si deve quindi agire sul fronte prezzi, ma anche il numero di corse va aumentato. Attualmente abbiamo 4 corse da Locarno, 3 da Ascona e 4 da Brissago utili, nel senso che si arriva prima delle 15.

Ci vorrà un intervento pubblico per finanziare il necessario miglioramento dell’offerta, una condizione sine qua non per riportare un numero sufficiente di visitatori e rendere la gestione autosufficiente.

Concludo con una riflessione generale, le isole di Brissago fino allo scorso anno erano uno degli elementi cardine qualificanti del progettato Parco nazionale del Locarne, purtroppo come sappiamo bocciato in votazione popolare.

Dover oggi intervenire d’urgenza per quanto spiegato precedentemente dimostra quanto poco consideriamo i nostri gioielli del nostro territorio che sono gli attrattori turistici della prima ora.
Se il nostro Cantone è turistico oltre al clima mediterraneo lo deve allo spettacolare paesaggio e alla grande varietà e particolarità della vegetazione completamente diversa da quella d’oltralpe e che affascina i nostri ospiti.

Purtroppo non ce ne rendiamo più conto, da una parte continuiamo ad abbruttire il territorio per poi dover investire in tutta una serie di manifestazioni culturali per compensare la perdita di attrattività del nostro bistrattato paesaggio.

Si inventano o meglio copiano camminamenti artificiali sul Lago per raggiungere Isole dove non riusciamo a mantenere in esercizio un impianto di depurazione, cose da Repubblica dell’iperbole.

Riflettiamo sugli elementi fondamentali che caratterizzavano la nostra attrattività turistica il paesaggio e la vegetazione che proprio nelle Isole di Brissago esprimono il massimo della bellezza e della varietà riconosciuti a livello internazionale, cerchiamo di curare e valorizzare queste peculiarità.

Le isole di Brissago, i Laghi, il nostro Territorio devono ritornare protagonisti nella promozione turistica, con il Monte Verità e il Museo del Territorio (in divenire) e le Isole si dovrà creare un forte polo.

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