Keystone (archivio)
Cinque anni fa la Gioventù Comunista fu promotrice del Comitato Ticinese Giovani contro i Gripen.
L'OSPITE
05.09.19 - 18:000

No all'acquisto dei nuovi aerei di combattimento: basta sperpero di soldi pubblici!

Gioventù Comunista

La Gioventù Comunista (GC) prende atto del fatto che la Commissione della politica di sicurezza degli Stati è favorevole a consentire l’acquisto di nuovi caccia da combattimento per un massimo di 6 miliardi di franchi.

Cinque anni dopo la bocciatura popolare della proposta di acquisto degli aerei da combattimento Gripen - per una spesa di oltre 3 miliardi di franchi – ecco che il Parlamento federale non disdegna affatto questo nuovo progetto, volto a spendere ancora più soldi pubblici per ampliare la flotta aerea svizzera. Ma, a differenza dell’ultima volta, al popolo sarebbe preclusa la possibilità di esprimersi sul preciso modello di aereo da combattimento. Insomma, un vero e proprio detrimento di un limpido processo democratico.

La GC, come già affermato in un comunicato stampa lo scorso 19 luglio, è contraria alla proposta di acquisto dei nuovi aerei bellici.

Si tratta anzitutto di un acquisto spropositato che porterebbe a un ulteriore ampliamento di un esercito già sovradimensionato e che toglierebbe risorse finanziarie ad altri ambiti quali la socialità e l’istruzione. La proposta non è giustificata nemmeno dal punto di vista della sicurezza dei cittadini: da una parte la flotta aerea svizzera dispone già degli aerei F/A 18 (modernizzati nel 2004 per una cifra assai ingente), dall’altra al giorno d’oggi i problemi di sicurezza hanno acquisito nuove forme difficilmente risolvibili mediante l’acquisto di nuovi velivoli. Il sovradimensionamento dell’esercito è legato soprattutto alle forze aeree, in quanto sono già ampiamente fornite (l’Austria, ad esempio, ha un territorio doppiamente esteso ma possiede soltanto la metà dei velivoli). Inoltre, l’esercito non dovrebbe puntare su dei nuovi aerei da combattimento per adempiere a dei semplici compiti di polizia aerea, peraltro senza volere neanche prendere in considerazione l’acquisto di velivoli leggeri.

La Svizzera dovrebbe concentrarsi più sulla sicurezza informatica e sulla lotta al terrorismo che sul riarmo del suo esercito. Quest’ultimo risulta anzi essere controproducente nel caso in cui si voglia contrastare l’inasprimento delle tensioni internazionali. A questo proposito ribadiamo che la Svizzera dovrebbe cercare di risolvere queste tensioni in modo pacifico valorizzando la sua neutralità e puntando al rafforzamento di un equilibrio geopolitico multipolare. Concretamente la Svizzera dovrebbe cessare l’esportazione di armi nei Paesi in conflitto e la collaborazione con organizzazioni che promuovono interventi bellici come la NATO.

Risulta inoltre una lesione particolarmente grave della neutralità svizzera il messaggio emanato dal Consiglio Federale a proposito dell'acquisto degli aerei militari, nel quale viene dichiarato che i velivoli dovranno per forza essere comprati dagli Stati Uniti: questa è una chiara dimostrazione della totale sottomissione ai voleri atlantici e di una grave mancanza di sovranità nazionale. Ciò si tradurrebbe anche in una situazione di sostanziale dipendenza tecnologica del nostro Paese.

Come ripete da anni, la GC crede che l’esercito svizzero sia sovradimensionato e non più al passo con i tempi, né per quanto riguarda le politiche di sicurezza, né per quanto riguarda la “gestione” dei coscritti, come dimostrano i continui casi di abusi nei confronti delle reclute.

La Gioventù Comunista ribadisce quindi la sua totale contrarietà all’acquisto di nuovi aerei da combattimento per 6 miliardi di franchi e si dichiara pronta a combattere in prima linea, come già aveva fatto 5 anni fa, quando fu promotrice del Comitato Ticinese Giovani contro i Gripen.

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