Sheila Buzzi Gilardi
L'OSPITE
29.05.19 - 17:180

Lasciate che i bambini mangino all'asilo!

Sheila Buzzi Gilardi, Morbio Inferiore

Negli ultimi mesi sono apparsi su vari quotidiani ticinesi diversi articoli sul tema della frequenza obbligatoria della mensa per i bambini della scuola dell’infanzia.

Si è costituita un’associazione che mira all’abolizione di quest’obbligo ed è stata lanciata un’iniziativa parlamentare.

Sono rimasta perplessa dai toni allarmistici usati per rivendicare questa libertà di scelta: “Così ci sequestrano i bimbi” (tio.ch 04.02.2019) oppure “Il tempo sottrattogli dagli affetti famigliari non verrà mai più ritornato” (liberatv.ch 15.05.2019). Sembra che si stia parlando di lavoro minorile o di chissà quale altro maltrattamento. 

Sarà che mi è sempre piaciuto molto mangiare, ma ricordo il momento del pranzo all’asilo come uno dei più belli della giornata. Anche i miei figli, ormai adolescenti, mi dicevano che era piacevole mangiare insieme ai compagni. 

Nella sua pagina Facebook, l’associazione - per sostenere la propria tesi - cita l’allarme lanciato da Pro Juventute a proposito del sovraccarico al quale sono esposti molti bambini e adolescenti. In realtà, Pro Juventute non si riferisce ai bambini dell’asilo, ma a quelli delle elementari e delle medie che hanno un’infinità d’impegni extra-scolastici. C'è una grande differenza!

La questione è stata inoltre artificialmente collegata anche alle rivendicazioni di molti insegnanti della scuola dell’infanzia di avere una pausa di almeno mezz’ora,  di non dover pagare il pranzo consumato insieme ai bambini, di non dover gestire da soli classi con molti allievi ecc.  Si tratta di richieste più che legittime e condivisibili, ma che nulla hanno a che fare con la frequentazione obbligatoria della mensa.

Mi chiedo se il bisogno di mangiare a casa tutti insieme sia dei figli o dei genitori e quanto l’ansia e frustrazione per non poterlo fare tutti i giorni della settimana sia trasmessa ai bambini.

E’ chiaro che c’è una differenza abissale se si dice a un figlio: “Che bello! Adesso sei abbastanza grande per poter mangiare all’asilo insieme ai tuoi compagni” oppure: “Vorresti tornare a casa a mangiare con la mamma e col papà, vero? Sarebbe sicuramente più bello. Ci manchi proprio quando sei all’asilo”. 

Ha scritto il pediatra Marcello Bernardi: “Permettetemi di ricordare qui, di questi atteggiamenti poco o nulla giustificabili, uno dei piùdiffusi e più pericolosi: che tutto il buono sia legato a noi genitori, alla famiglia, alla casa, e tutto il cattivo sia “fuori”, nel mondo esterno, dove ci sono le cattive compagnie, le brutte cose, i pericoli. Convincere il bambino di una simile assurdità equivale a rendergli la vita difficile, a ostacolare seriamente la sua capacitàdi accettare, domani, gli insegnanti, i compagni, gli amici. Insomma, vuol dire cercare di trattenerlo vicino a noi con la paura, il che non è molto nobile né altruista”.

Noi genitori facciamo un’enorme fatica a lasciare andare i nostri figli. Quando nascono, hanno bisogno di noi al cento per cento e tendiamo a credere che sia sempre così. Abbiamo mille paure, pensieri, preoccupazioni. Tutto questo è normale, ma non bisogna lasciarsi travolgere dall’ansia.  Diamo gli strumenti ai nostri bambini affinché diventino persone responsabili e indipendenti. Lasciamoli mangiare all’asilo serenamente e non facciamoci paranoie inutili. 

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