L'OSPITE
03.05.19 - 09:000

Di Officine e conflitti d'interesse

Alessandro Robertini, membro Comitato cantonale PS, Bellinzona

Qualche tempo fa si è presentato il comitato che invita a respingere l'iniziativa "Giù le mani dalle Officine", composto da qualche imprenditore, qualche politico ed ex-politico soprattutto di centrodestra, ma anche da qualche personalità di ispirazione progressista, a questo punto di dubbio ascendente politico, e dai relatori della Commissione della gestione del Gran consiglio sui 100 milioni destinati al nuovo stabilimento. Il puerile tentativo di smontare giuridicamente il testo dell'iniziativa, adducendo una presunta inattuabilità dei sui contenuti, nasconde in effetti la paura di un responso popolare che possa in un qualche modo obbligare le FFS a riaprire le trattative su quanto promesso e mai mantenuto durante gli undici anni trascorsi a partire dallo sciopero del 2008. Affermare che l'iniziativa sia in contrapposizione con il nuovo stabilimento, e ne possa mettere in discussione la sua realizzazione, è demagogico e irrispettoso dell'impegno profuso dalle maestranze in questi anni per mantenere i posti di lavoro. Il nuovo stabilimento non è più in discussione. I crediti di 20 e 100 milioni da parte di Città e Cantone sono stati votati e cresciuti in giudicato e difficilmente le FFS si metteranno di traverso col rischio di dovervi rinunciare. La riapertura delle trattative è proprio ciò a cui l'iniziativa mira e opporvisi significherebbe dichiararsi favorevoli allo smantellamento di un sito industriale in mani pubbliche (le FFS sono pur sempre un'azienda della Confederazione e quindi di noi contribuenti) o perlomeno a un suo confinamento entro limiti meno sfavorevoli a determinati interessi privati non irrilevanti. È quindi fuorviante affermare che l'iniziativa non permetterebbe di mantenere gli attuali posti di lavoro o di crearne altri, quanto sostenere che non aiuterebbe a mantenere le attuali attività. L'ambiguità degli interessi all'interno del comitato contrario all'iniziativa è evidente e non necessita di particolari dimostrazioni. È sufficiente ricordare che il piano di ristrutturazione delle Officine FFS di Bellinzona presentato nel 2008, che fu l'elemento scatenante dello sciopero, prevedeva il passaggio della manutenzione dei carri merci dal sito cittadino alle Ferriere Cattaneo, il cui direttore Aleardo Cattaneo è uno dei membri dell'attuale comitato contrario all'iniziativa. Se questo non è un conflitto d'interesse? Un chiaro SÌ all'iniziativa "Giù le mani dalle Officine" per opporsi in modo deciso all'ennesimo tentativo di smantellamento di un'attività pubblica a favore di interessi particolari e salvare il lavoro in Ticino è quindi d'obbligo.

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