L'OSPITE
18.03.19 - 08:220

Porto Gambarogno, dove sta la ragione?

Ludovic Besse, Consigliere Comunale PLR

Chi avrà tempo di informarsi in modo adeguato non può che sostenere il credito suppletorio e la ripresa dei lavori per la costruzione del Porto.

Leggendo la stampa scritta e i vari blog, in particolare le tesi contrapposte delle varie fazioni, la gente si pone sicuramente una domanda: ma chi avrà ragione?

Forse nella decisione del Gran Consiglio ticinese di inserire il Porto Gambarogno nel Piano Direttore Cantonale, nella sua ubicazione attuale considerata strategica per l’intero Lago Maggiore.

Forse nella concessione di un aiuto a fondo perso di due milioni di franchi decisa dal Consiglio di Stato che sottolinea l’importanza strategica del progetto, la sua valenza socio-economica e l’importante indotto per l’economia locale.

Forse nella proposta congiunta del Consiglio Comunale e del Municipio di costruzione del Porto Gambarogno che rappresenta il superamento di divisioni istituzionali passate e presenti, adempiendo quindi a tutti i requisiti formali necessari per la costruzione.

Forse nella proposta congiunta del Consiglio Comunale e del Municipio di costruzione del Porto Gambarogno che rappresenta il superamento di divisioni istituzionali passate e presenti, adempiendo quindi a tutti i requisiti formali necessari per la costruzione.

Forse la ragione sta dalla parte dei referendisti, che evidenziano lacune tecniche o procedurali, presentando obiezioni di carattere topologico, commentando la tempistica e paventando migliori alternative.

Forse la ragione sta nei fatti e nelle caratteristiche del progetto. Nonostante la fanfara mediatica che circonda questo progetto i fatti sembrano chiari. La ragione potrebbe proprio trovarsi lì: un progetto interamente finanziato dai propri utenti, i cui utili andranno a beneficio di tutta la popolazione. Un’opportunità che, se non sfruttata, farebbe gola ad altri comuni limitrofi, disposti a subentrare visti i benefici diretti e indiretti prodotti dalla struttura.

Le alternative non proposte finora incuriosiscono: cosa si potrà offrire ai cittadini, ai cantieri nautici, ai commercianti e agli albergatori e ristoratori della regione se il progetto del Porto Gambarogno non dovesse essere realizzato? Certamente ben poco, visto che l’investimento previsto non verrà indirizzato a favore di altri progetti e strutture in grado di pareggiare l’offerta prevista.

I fatti dove potrebbe trovarsi la ragione principale sono stati comprovati per conto delle Autorità Comunali da un ingegnere super partes che ha controllato e avallato tutte le soluzioni tecniche proposte dal progettista, da un economista che ha vagliato costi, sostenibilità finanziaria e futuri introiti così pure come da un garante del controllo indipendente che ha documentato il rispetto di leggi e contratti in essere.

Il primato della disinformazione non è un concetto distante: l’uso strumentale del messaggio, la superficialità di chi fa informazione, il sensazionalismo e l’autoreferenzialità sono divenuti elementi costitutivi di blog e quotidiani. Chi ha l’accortezza di informarsi e riflettere, considerando i contenuti delle proprie letture in modo critico e obiettivo tende a dare maggior peso ai fatti. Ben sapendo che spesso la ragione la si trova proprio lì.

Chi dà ragione ai fatti potrebbe quindi giungere alla conclusione che il progetto Porto Gambarogno è un’opportunità da cogliere, un’opportunità che, qualora non dovesse essere sfruttata, potrebbe non ripresentarsi.

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