L'OSPITE
17.03.19 - 20:300

Sviluppo industriale senza erodere terreno agricolo: Sì alla Petizione per rilanciare le Valli!

Lea Ferrari e Alessandro Lucchini, candidati al Cds e GC per il Partito Comunista (PC)

Leggiamo con piacere della petizione popolare “Per il rilancio delle Tre Valli e delle zone industriali dismesse salvaguardando i terreni agricoli del Ticino”. Infatti, sia Alessandro Lucchini come consigliere comunale di Bellinzona, sia Massimiliano Ay, come granconsigliere, si sono opposti nei rispettivi consessi al credito per le Officine di Castione. Di questo progetto da 120 milioni preoccupano molte cose: l’assenza di una prospettiva strategica, il sacrificio a lungo termine di circa 200 posti di lavoro e la sottrazione di terreni fertili. Senza contare il menefreghismo di autorità e FFS che hanno snobbato le rivendicazioni degli operai frutto dello sciopero del 2008, dei comuni della Leventina e dell’Unione contadini ticinesi (UCT).

Per frenare la cementificazione ed arrestare la perdita di terreni fertili per l’agricoltura esistono già tutti gli strumenti pianificatori e legislativi necessari. Tuttavia, il Gran Consiglio ticinese ha deciso di infischiarsene permettendo alle FFS di sottrarre al nostro prezioso territorio ben 78’000 m2 di SAC approvando il nuovo progetto delle Officine, che ben avrebbe potuto trovare posto nell’area industriale attualmente dismessa in Canton Ticino, corrispondente a ben 1120 edifici! Il Ticino necessita di una maggiore pianificazione industriale e di coraggiosi investimenti pubblici infrastrutturali che devono però essere vincolati alla rivalorizzazione di aree come l’attuale ex-Monteforno, dove vogliamo presto veder sorgere un nuovo polo tecnologico cantonale. Da quel sedime deve ripartire lo sviluppo delle Tre Valli, che deve coniugare in modo armonioso produzione industriale innovativa e spazi agricoli. In campagna elettorale notiamo una convergenza d’intenti sullo sviluppo delle Valli, ma poi, nei fatti, esse rimangono abbandonate a loro stesse. Il nostro impegno è invece quello di portare avanti le rivendicazioni presenti nella Petizione, unendole ad altre proposte come il coworking agevolato per i giovani professionisti delle regioni periferiche e l’inserimento di vincoli per frenare le delocalizzazioni di aziende che beneficiano di sgravi fiscali e altri incentivi dallo Stato, come chiesto dal programma d’azione “Tabù: quello che nessuno osa proporre” elaborato dal PC. La risposta coerente alla necessità di uno sviluppo industriale è la riqualifica delle aree industriali dismesse e in nessun caso l’erosione di terreno agricolo e le minacce di un’ex-regia federale!

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