L'OSPITE
10.03.19 - 10:150

In volo con i privati da Lugano

Daniele Bisang, Fiduciario immobiliare

Lo scorso dicembre, l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha dato avvio alla revisione della scheda di Piano Settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA), strumento di pianificazione del territorio della Confederazione per l'aviazione civile, che darà le nuove condizioni quadro d’esercizio, il perimetro dell'aerodromo, l'esposizione al rumore, l'area di limitazione degli ostacoli alla navigazione aerea ed altri parametri.

Il Canton Ticino, la Città di Lugano e la Lugano Airport SA sono chiamate a contribuire dando indicazioni all’UFAC. L’auspicio è che le nostre autorità ed il gestore dell’aeroporto abbiano presto in chiaro i contenuti per il futuro del campo di aviazione, ritenuto come al momento abbiano delegato ad altri lo studio di un possibile sviluppo. F

rattanto sappiamo che vi sono privati che si sono già attivati nel proporre una progettualità ed altri che invece utilizzerebbero il campo d’aviazione con finalità di svago se non agricole, eliminando l’aeroporto.

Nel mentre e senza alcuna pretesa, quale cittadino malcantonese sensibile ai temi del nostro territorio, ritengo che la tipologia di utenza che potrà dare un futuro all’aeroporto saranno i voli low cost, i charter turistici e lo sviluppo dell’aviazione privata e d’affari, avvicinata all’aviazione sportiva ed alla formazione, al perfezionamento aeronautico, con l’obiettivo di concentrare lo sviluppo delle singole tipologie di aviazione nella struttura di Lugano-Agno. I voli di linea appartengono ad un passato che non c’è più e ad un futuro che non è domani.

Ma perché questo si realizzi, bisogna che l’economia privata sia ascoltata e libera di proporsi. V’è infatti da credere che interlocutori attivi nell’aviazione civile - noti, individuati o individuabili - si attiverebbero ad investire, dalla realizzazione di hangar (vicini agli attuali) allo sviluppo dell’aviazione privata (anche su Ginevra), riducendo al minimo possibile gli oneri finanziari in capo allo Stato, il quale dal canto suo dovrà investire nel dare le migliori condizioni quadro (ad esempio, ma non solo, pianificando ravvicinati collegamenti stradali e ferroviari) affinché l’aeroporto possa nuovamente prendere il volo.

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