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L'OSPITE
26.02.19 - 15:230

Scuola media: non facciamolo mai?

Per il Comitato docenti VPOD, il presidente Adriano Merlini

I problemi della Scuola media sono noti a tutti da tempo: classi troppo numerose, grande eterogeneità dei ragazzi e docenti oberati da compiti estranei all’insegnamento.

Dopo la bocciatura della sperimentazione del progetto La Scuola che verrà lo scorso settembre tutti, sostenitori e contrari alla sperimentazione, si sono detti favorevoli ad operare rapidamente con interventi mirati volti a ridurre le criticità più manifeste della Scuola media.

In seno alla Commissione scolastica del Gran Consiglio vi era l’occasione di fare un passo avanti approvando la mozione Polli (PLR)-Pagani (PPD) L’allievo, il docente e la scuola media: sulla scorta di una recente presa di posizione positiva del Consiglio di Stato la Commissione scolastica e il Parlamento tutto avrebbero potuto votare entro la fine della legislatura a favore dell’introduzione di corsi di recupero per gli allievi in difficoltà, per l’aumento del tempo di lavoro concesso ai docenti di classe per gestire le problematiche degli allievi e per la creazione di corsi ad effettivi ridotti in tedesco, italiano e matematica. Tre misure che avrebbero garantito un passo avanti per la qualità dell’insegnamento nella Scuola media.

Il Comitato del Sindacato VPOD docenti si è espresso positivamente sulle tre misure: esse non sono la panacea per tutti i mali della Scuola media, ma rappresentano un sensibile miglioramento rispetto allo stato attuale, poco importa chi e perché ha avanzato le proposte. Per questo abbiamo comunicato subito alla Commissione scolastica il nostro convinto sostegno, speranzosi che questa fosse la volta buona: la proposta viene infatti da Partito Liberale e Partito Popolare Democratico, ottiene il sostegno del Partito Socialista e dei Verdi; i numeri quindi ci sono e finalmente si potrebbe andare oltre la ciancia, investendo in qualche cosa di concreto e utile per la scuola media! Sappiamo che anche i gruppi degli esperti di italiano e di matematica, come pure il gruppo di presidenza dei direttori di scuola media si sono pronunciati in tal senso.

Invece no, fumata nera dai partiti all’origine della mozione e dalla Commissione scolastica! Come ha scritto la deputata Daniela Pugno Ghirlanda in un recente articolo, chi ha proposto la mozione, non vuole portarla in Gran Consiglio prima delle elezioni di aprile. Gli esponenti di Lega e UDC plaudono…

Perché capita tutto questo? Noi non riusciamo a trovare un motivo razionale, nemmeno elettoralistico. A meno che gli estensori dell’atto parlamentare non siano rimasti intrappolati nella loro tattica benaltrista. Infatti la mozione Polli-Pagani era stata confezionata nel 2014 in un’ottica di sbarramento alle proposte a sostegno della scuola dell’obbligo avanzate dal Consiglio di Stato e all’iniziativa popolare per la riduzione degli allievi nella scuola media del Sindacato VPOD docenti.

Ecco allora che, dopo che la mozione è servita a spazzare via la riduzione del numero massimo degli allievi nelle classi (22 allievi proposti dal Consiglio di Stato, 20 allievi proposti dalla VPOD), ora i partiti di centro non hanno alcuna intenzione di investire alcuni milioni di franchi nella scuola media per implementare la loro mozione. Ma il clamoroso voltafaccia è meglio rinviarlo a dopo aprile: qualche elettore potrebbe anche accorgersene e spostare le magiche crocette…

A perderci veramente sono ancora una volta i ragazzi delle scuole medie e a rimanere allibiti saranno i loro genitori, ovviamente nella misura in cui seguono queste intricate vicende, che gettano altro discredito sulla classe politica ticinese, incapace da troppi anni di arrivarne a una per migliorare la scuola dell’obbligo!

 

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