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02.02.19 - 08:000

Costi della salute necessari o evitabili?

Dimitri Bimbi, candidato al CdS e GC per la LegaVerde

Oggi improvvisamente dopo anni di letargo, molti partiti in competizione elettorale cavalcano il malcontento generale e propongono le loro soluzioni. Benvenga questa maturata consapevolezza, perchè fino a poco fa sembrava che la classe media, quella al di fuori di ogni aiuto sociale, stesse parlando al vento: negli ultimi 20 anni i costi cella cassa malati sono aumentati del 147%.

La mia testimonianza si basa su una storia vera, capitatami lo scorso anno, storia che ha pure influenzato la mia decisione di contribuire attivamente alla politica del cantone, togliendo la delega che ho riposto nei partiti che ci stanno governando da decenni. Partecipare è diventato un imperativo morale.

L'oggetto della questione era una calcificazione al sovraspinato della spalla sinistra curata inutilmente per 9 mesi con fisioterapia e onde d'urto. Fallito questo approccio in Svizzera non restava che l'operazione chirurgica in artroscopia, mi è stata descritta l'operazione nei dettagli in modo esaustivo dal chirurgo. Tra operazione e recupero (3-4 mesi di fisioterapia) incluso l'inabilitá al lavoro, possiamo parlare tranquillamente di cifre importanti a carico della cassa malati e della collettivitá, peraltro, avevo giá speso i 2500 CHF di franchigia in terapie che si sono rivelate completamente inutili.

Nel WEB scopro che in Italia e Germania da molti anni le calcificazioni vengono curate con l'ablazione percutanea ecoguidata, si tratta semplicemente del lavaggio della calcificazione con una soluzione, attraverso due aghi in ecografia. Operazione di 15-20 minuti e dopo una decina di giorni di attenzione si può tornare alla vita normale (oltre al 90 % dei casi). Ne parlo con la cassa malati ma nessun chirurgo svizzero è a conoscenza di questa tecnica, per cui, in un primo momento non autorizza l'operazione all'estero (510 Euro) che avrei pagato volentieri di tasca mia, ma volevo vedere fino a che punto si sarebbe arrivati.

Fortunatamente ho trovato un medico generico che pur non conoscendo la tecnica mi ha prescritto l'operazione all'estero, ma anche con il certificato medico è stato un cinema con la cassa malati, che poi messa alle strette non ha potuto che approvare l'intervento all'estero.

Credo che sia evidente a tutti che in questo caso qualcosa non ha funzionato nei meccanismi di controllo della spesa o spreco sanitario; la cassa malati giustamente dipende completamente dai suoi consulenti medici che sono medici con diverse specializzazioni a seconda del caso, i quali decidono sulla base delle loro conoscenze, ma in questo caso erano all'oscuro di questa tecnica, per cui, nessun rimprovero alla cassa malati.

Mi sembra normale, che noi cittadini-pazienti ci aspettiamo che il medico sia sempre aggiornato e scelga la terapia in base ai tre criteri fondamentali: efficacia, impatto sul paziente e costi (impatto economico sulla collettivitá). Nel mio caso, come detto più su, l'ablazione percutanea ecoguidata non era una tecnica conosciuta dai medici consultati dalla cassa malati, ne dai medici che la stessa cassa malati mi ha suggerito di consultare, per cui una riflessione sull'accaduto è d'obbligo, riflessione che evidenzia solo due possibili ragioni: la mancanza di aggiornamento dei medici o una decisione medica sulla base di un'analisi del rischio/beneficio. Non può esistere un'altra ragione; e apparentemente con grande preoccupazione per tutti, sembrerebbe prevalere la prima opzione, nessuno conosceva la tecnica, nonostante (spero) i ripetuti aggiornamenti. Chiaramente sono assolutamente convinto della buona fede di tutti.

Quindi, per concludere, si può dedurre da questo semplice caso che esiste un problema strutturale nella relazione tra le casse malati e i medici: la parola del medico non è opinabile dagli assicuratori, non ne ha le competenze se non attraverso altri medici. Per semplificare: i medici si fanno le regole e le impongono alle case malati, senza un organo di controllo indipendente (conflitti di interessi) e nello stesso tempo competente nello specifico campo, che possa tutelare la collettivitá e contenere eventuali sprechi di denaro in terapie più costose rispetto ad altre sconosciute alle nostre latitudini.

Penso  sinceramente, ed è per questo che ho voluto condividere questa esperienza, che senza la volontá da parte di tutti gli attori della sanitá non si potrá veramente incidere sui costi-sprechi della salute, per cui ben vengano tutte le iniziative in questa direzione, sicuramente qualcosa adesso deve cambiare, è veramente troppo.

Mi sono operato a metá dicembre e fortunatamente sono nel 90 % dei casi.

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