L'OSPITE
28.01.19 - 22:330

Appello sul clima alla politica

Associazione Basta Poco… Il comitato

Siamo molto preoccupati per la gravità raggiunta dalla crisi ecologica:

  • le emissioni di gas serra (anidride carbonica e metano) hanno superato le capacità di assorbimento della biosfera, innescando mutamenti climatici di cui abbiamo appena iniziato a subire le conseguenze;    
    il consumo di risorse rinnovabili ha superato la capacità di rigenerazione annua della biosfera (nel 2018 l'overshoot day è stato il 8° di agosto);    
  • il consumo di risorse non rinnovabili (in particolare le fonti fossili e alcuni metalli) ne ha ridotto drasticamente gli stock scatenando guerre per impadronirsi dei giacimenti residui;    
  • le emissioni di sostanze di sintesi chimica, non metabolizzabili dalla biosfera, generano forme di inquinamento sempre più diffuse: negli oceani galleggiano masse di poltiglie di plastica grandi come continenti, crescono le     quantità dei rifiuti interrati e bruciati, aumenta l'incidenza di malattie mortali causate dalle sostanze tossiche di sintesi utilizzate nei processi industriali e nell'agricoltura;    
  • la fertilità dei suoli agricoli e la biodiversità sono state drasticamente ridotte, la fauna ittica è stata dimezzata.    

Siamo preoccupati altresì dalla crescente disparità nelle opportunità di vita delle persone:

  • la concentrazione della ricchezza continua a crescere senza sosta, determinando diseguaglianze sempre più accentuate fra Nord e Sud del mondo, tra ricchi e poveri, fra uomini e donne;
  • il numero di persone che soffrono di fame e/o malnutrizione cronica supera gli 800 milioni;    
  • guerre, povertà, diritti umani sistematicamente violati e cambiamenti climatici rendono praticamente impossibile una vita
  • appena dignitosa per un numero sempre crescente di esseri umani nei loro luoghi di nascita.    

Siamo increduli per l’assenza di questi temi dai programmi della maggior parte delle forze politiche esistenti. Infatti stiamo assistendo proprio in questi giorni alle giuste proteste dei giovani, che in tutta la Svizzera, compreso il nostro Ticino, hanno ben chiaro che il tempo rimasto per agire è poco e che le conseguenze dell’attesa saranno tutte sulle loro spalle.

Siamo convinti che gli squilibri ambientali, sociali ed economici del pianeta hanno una matrice comune nei modelli industrialisti e produttivisti, sostenuti da tutti i partiti di governo, le cui politiche economiche, industriali e agricole mirano alla crescita economica quantitativa senza preoccuparsi delle ripercussioni negative che questa ha sull’ambiente e sulla società.

Pensiamo che l'umanità si trovi nel momento più difficile della sua storia, che può causarne l’annientamento o una rinascita. La nuova era deve essere costruita sui progressi degli ultimi tre secoli e mirare al benessere dell’umanità piuttosto che alla crescita. Crescita che è stata ottenuta con un peggioramento delle condizioni umane, delle condizioni di vita dei viventi non umani e che fonda la soddisfazione dell’avidità delle generazioni presenti sulla miseria delle generazioni future.

Siamo convinti che solo una profonda rivoluzione culturale, fondata sul superamento dell'antropocentrismo e sulla rivalutazione della spiritualità, consente agli esseri umani di superare l'appiattimento sulla dimensione materialistica, sull'avidità, sul consumismo, sull'individualismo e sulla competizione interpersonale, che sono stati incoraggiati, perché indispensabili a tenere alta la domanda, in modo da assorbire la crescita dell'offerta di merci.

Siamo convinti che è possibile ridurre il consumo umano di risorse naturali, da una parte diminuendo la produzione di merci che non sono beni nel Nord del Mondo e aumentando la produzione di beni e servizi nel Sud del Mondo, dall’altra aumentando l'efficienza dei processi di trasformazione, riducendo gli sprechi e riducendo l'impatto ambientale dei processi produttivi e dei prodotti.

Siamo convinti che nell'attuale fase storica solo queste tecnologie consentono di aumentare l'occupazione, di connotarla qualitativamente come occupazione utile, di pagarne i costi con i risparmi economici conseguenti alla riduzione dei consumi di risorse naturali per unità di prodotto, senza pertanto accrescere l'indebitamento e scaricarne gli oneri né sulle generazioni future, né sui viventi non umani.

Siamo convinti che è necessario smascherare il grande inganno dello sviluppo sostenibile, perché dietro questa formula si ripropone una crescita ottenuta con tecnologie meno impattanti, dove i vantaggi della riduzione dell'impatto ambientale per unità di prodotto sono annullati dalla crescita della produzione e la tendenza autodistruttiva in atto è semplicemente rallentata.

L’associazione Basta Poco…come promotrice di questo appello, propone a coloro che condividono i contenuti qui riportati e che vorrebbero fare in modo che questi orientino anche le decisioni politiche, di dare un'adesione formale a questo appello, firmando la petizione Klimaplanet su change.org aderendo in tal modo alle iniziative dell'associazione Basta Poco, finalizzate ad influenzare il dibattito politico dei prossimi appuntamenti elettorali, sui temi sopra elencati.    

Si vuole sostanzialmente porre al centro del dibattito politico la riconversione ecologica dell'economia e la riconversione economica dell'ecologia, nella convinzione che la crisi economica si può superare soltanto con una politica industriale finalizzata a superare la crisi ecologica e la crisi ecologica si può superare soltanto se questo obiettivo non è circoscritto all'ambito etico, ma diventa la priorità della politica economica e industriale.

Aderendo massicciamente a questo appello (firmando la petizione) auspichiamo che si possano così influenzare i programmi dei partiti, in merito alle politiche economiche, energetiche ed ecologiche del nostro Cantone. …. garantendo un antispecismo.

La nostra associazione valorizza la diversità come una ricchezza, tutti possono aderire, al di là della loro appartenenza politica, di genere, di religione, limitandosi solo a non accettare posizioni opposte a quelle su cui si fondano i principi di fondo delineati in questo appello.

 

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