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31.12.18 - 16:000

Le vicissitudini del fiume Faloppia sono arrivate alla Regione Lombardia

Matteo Muschietti, Dic. Ambiente comune di Coldrerio

Mai dire mai. In politica bisogna continuare sempre diritti sulla stessa strada, senza alcun ripensamento. Lo stato del Faloppia perennemente inquinato ora è finalmente al vaglio della Regione Lombardia. Durante l’ultimo incontro tra il Consiglio di Stato ticinese e la Regione Lombardia si è discusso di questo annoso problema mai risolto. Da parte mia, unitamente al signor Giussani, si continua a monitorare il corso del Faloppia per trovare la fonte degli inquinamenti. Come ampiamente spiegato nella conferenza stampa mi sono già mosso con le Autorità italiane, con i sindaci dei comuni della sponda italiana, per discutere in modo chiaro e esaustivo le soluzioni da prendere al più presto possibile. Spero che il 2019 sarà l’anno dove il fiume Faloppia riprenderà vita e dove i pescatori potranno ancora dedicarsi con passione alla pesca. E’ tempo di dire basta e ridare dignità a questo fiume che ha una storia per l’uso delle sue acque nel secolo scorso che assicuravano il buon funzionamento dei tanti mulini che si incontravano sul suo percorso. Anche gli ambientalisti della Val Mulini lavorano alacremente per trovare una soluzione che metta fine a questi scempi ambientali.

Viviamo in una regione quella Insubrica, dove non manca nulla, dove a pochi passi dell’uscio di casa esistono ancora polmoni di verde, dove tuffarsi e respirare per riprendersi della stress della vita di tutti i giorni. Sarebbe veramente peccato non porre fine a questi continui inquinamenti che comportano non solo la morte del Faloppia, ma anche la morte dei germani reali, degli aironi cenerini e della fauna ittica di cui si nutrono.

Il 2019 dovrà essere l’anno del Faloppia, dove la popolazione insubrica potrà accedere alle sue acque senza paura e senza le limitazioni dettate da catastrofi ambientali.

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