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L'OSPITE
06.11.18 - 08:470

«Io sto con Lombardi»

Bixio Caprara, presidente del PLRT

Il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, sul CdT dello scorso 29 ottobre, si è sentito in dovere di spiegare la propria posizione quale presidente della Commissione esteri del Consiglio degli Stati visto l’attacco dell’“amico” Lorenzo Quadri nella sua veste di direttore del domenicale leghista. Come al solito, infatti, il sedicente giornalista ha utilizzato i conosciuti toni del disprezzo per stigmatizzare la decisione presa da Lombardi, citiamo: “boiata, calabraghismo, fuori di cranio, scellerata performance, cappellata”. Insomma, la solita solfa.

Filippo Lombardi, dopo qualche evitabile - ma soprattutto inutile - captatio, elenca quali sono i veri interessi della Svizzera. Nulla a che vedere con lo spauracchio di un’eventuale adesione all’Europa, che nessuno vuole. Solo un’indicazione chiara dell’elenco dei nostri interessi: assicurarci l’accesso al mercato unico europeo, mantenere le misure di accompagnamento (senza oltrepassare la “linea rossa”), ottenere l’equivalenza illimitata al riconoscimento della borsa svizzera, non figurare sulla lista nera dei “Paesi fiscalmente non cooperativi” e rimanere nel sistema Schengen.

È una lista di argomenti importanti e direi decisivi per il benessere del nostro Paese. Si tratta di proteggere l’interesse generale della nostra economia, del nostro mercato del lavoro e quindi anche della salvaguardia del portafoglio e del potere di acquisto di ogni cittadino. Sono tutti fattori che dovrebbero consigliarci moderazione, capacità di mediazione e diplomazia. Si abbia l’intelligenza di capire e l’onestà di ammettere che non abbiamo la posizione di chi può fare la voce grossa e dettare le regole del gioco. Rendiamoci conto, che ogni secondo franchetto della nostra economia è generato dagli scambi con l’estero e un nostro isolamento sarebbe estremamente pericoloso. Dobbiamo trovare i buoni argomenti per convincere la controparte ad accettare le nostre condizioni e, come in ogni trattativa, bisogna anche dare qualcosa in cambio.

È una partita molto difficile e complicata, il nostro consigliere federale lo spiega ogni volta, anche con efficaci metafore. In un recente incontro, chi lo intervistava ha riassunto la spiegazione dicendo che, forse, alcuni svizzeri che pensano di poter far andare le cose come vogliono loro in una specie di delirio di onnipotenza, è ora che scendano dal pero. Il verde colore del Mattino non mi sembra faccia intravvedere la necessaria maturazione, anzi.

Nell’interesse del nostro Paese, sottoscrivo la difficile decisione di Filippo Lombardi e la linea del Consiglio federale in questo complicato percorso.

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