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31.08.18 - 16:000

Era ora: meno ciclisti a rallentare le auto

Thomas Ruckstulh, i Verdi del Ticino

Mi scusi... Sì, sto parlando a Lei. Sicuramente ha un’automobile, vero? E si innervosisce quando sulle strade già sature si trova davanti dei ciclisti magari uno accanto all’altro che chiacchierano, incuranti, apparentemente, di chi li segue e felici della pedalata? Non parliamo di quando è già di fretta. Li ha già visti anche sui marciapiedi in città, talvolta anche bruciare il rosso, sfrecciare nelle zone pedonali, o semplicemente occupare parte della strada che pensa sia riservata a Lei? Scommetto che si è già chiesto: “Ma perché certi ciclisti sono così indisciplinati?”

Il codice stradale parla chiaro, tuttavia è altrettanto vero che lo spazio per i ciclisti e i pedoni, in un cantone autocentrico come il Ticino, è piuttosto limitato. Allora cosa succede? Chi sta in sella cerca di creare lo spazio che gli spetterebbe. Lo spazio: un bene prezioso nei nostri fondovalle e nelle nostre città. I ciclisti se lo creano o se lo riprendono (delle volte purtroppo infrangendo le leggi e mettendosi in pericolo più di quanto non lo siano già) perché è andato diminuendo negli ultimi decenni o se lo sono accaparrato le automobili e i parcheggi che necessitano.

In sella, peraltro, lo spazio è percepito in maniera diversa; la bicicletta dà altre possibilità e libertà che in auto non si possono prendere in considerazione: libertà di movimento anche quando lo spazio è stretto, libertà di evitare le colonne, gli intasamenti, libertà di mettere il proprio mezzo proprio lì dove bisogna recarsi, libertà di scegliere il percorso che si vuole.

La soluzione al conflitto fra ciclisti e automobilisti, però, sarà presto e fortunatamente oggetto di una votazione il prossimo 23 settembre. Contribuisca anche lei a porre fine al fastidio reciproco sulle nostre strade e alla legge del più forte. Se vota Sì al controprogetto all'iniziativa popolare "Per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali" (Iniziativa per la bici) concederà sì spazio ai ciclisti e ai pedoni, ma avrà anche di nuovo strade più libere perché troverà molto meno biciclette a rallentare il suo percorso. E farà anche del bene all’ambiente perché, si sa, sia i ciclisti sia i pedoni non peggiorano la qualità dell’aria.

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