L'OSPITE
28.03.18 - 16:350

Lo Stato e la paralisi del sistema

Morena Ferrari Gamba, consigliera comunale PLR Lugano e presidente Circolo Liberale di Cultura Carlo Battaglini

Quando le cose non vanno bene la colpa è sempre del governo ladro. Nei momenti più difficili e di incertezza, sistematicamente, si ripresenta e si riafferma la “vox populi” contro quella che viene additata in tanti modi: la casta, l’establishment, i privilegiati e altro ancora. Se denunciare privilegi e illeciti è un bene, dall’altro canto è un gioco pericoloso mettere sempre alla gogna lo Stato e l’amministrazione pubblica. Esacerbare gli animi è proprio l’humus perfetto dei movimenti populisti, fare poi confusione inondando il sistema di referendum, iniziative e dibattiti improponibili è il loro stile di fare politica. Ma continuare con la delegittimazione di questo e quello, picconando continuamente dalle fondamenta un sistema che ci invidiano tutti, sdoganando toni pesanti (come quello, dai banchi del parlamento, nel dare del ladro ad un intero Governo) porta ad un impoverimento del dibattito politico e peggio ancora provoca un male ancora più grande di quello denunciato: la paralisi dell’intero Sistema Paese.

Il vanto del nostro sistema è sempre stato quello di poter interloquire con i funzionari per avere riposte e consulenza su praticamente qualsiasi cosa. La facilità di potersi confrontare con i dipendenti dello Stato, onesti e pragmatici, sono sempre stati una prerogativa svizzera ed una qualità offerta ai cittadini e alle imprese. Un vero e proprio dialogo diretto, tanto da essere un punto a favore per attrarre imprese e nuovi contribuenti: uno Stato sano, snello, con procedure veloci e poco burocratiche. Ora, a furia di picconare stiamo andando velocemente verso il non fare, non dire, non agire, uguale a non assumersi alcuna responsabilità. Una paralisi che produce in compenso maggiori procedure (procedure di autorizzazione, normative, ordinanze, regolamentazioni su tutto). Le domande devono essere poste in “carta bollata” se no niente risposta. E voilà, servita la rabbia del cittadino e delle imprese verso un’amministrazione burocratica molto simile al caos di altri paesi! Se un’amministrazione non funziona a pagare sono prima di tutti le fasce più deboli. Allora i signori che professano di volere il bene della “ggente” facciano bene attenzione a non trascurare questi aspetti.

Altro aspetto da non sottovalutare è che qualsiasi cosa oggi faccia il Governo assume un connotato debole, suscettibile di sospetto e quindi esposto ad ogni forma, anche molto mediatica diciamolo pure, di delegittimazione. Il risultato porta a queste infinità di referendum su tutto. Anche laddove governo, parlamento, professionisti si sono chinati per anni, viene chiesto di far decidere al popolo. La nostra democrazia è bella per questo, ma quando la politica di rappresentanza, quale è la nostra, pone tante decisioni finali sulle spalle del cittadino, allora qualcosa non va!

E’ urgente fermare tutto questo e ricreare un clima di fiducia a cui dobbiamo concorrere tutti noi, per il bene del nostro Cantone, per il bene dei sempre tanto citati cittadini su cui alla fine ricade tutto. Come dice Papa Francesco “un paese che litiga è un paese malato”. Sta parlando all’Italia, ma noi non siamo lontani!

 

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