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L'OSPITE
04.09.17 - 16:360

Civica, NO : ci meritiamo di meglio

Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni

 

L’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni (ASPCC) invita a respingere la modifica della Legge della scuola in votazione il 24 settembre prossimo con la quale si intende introdurre la civica come materia a sé stante con nota indipendente. Se da un lato si concorda sul principio dell’importanza dell’insegnamento della civica, o meglio dell’educazione alla cittadinanza, dall’altro occorre assolutamente ribadire che ciò è già previsto dalla legge, dai regolamenti e dai programmi. Perché votare NO? Semplicemente perché quella proposta con l’iniziativa, poi sostanzialmente avvallata dal Gran Consiglio, è una forzatura inutile e pericolosa ed un suo accoglimento comporterebbe a nostro avviso più danni che benefici. Introdurre due ore al mese, tolte da quelle destinate all’insegnamento della storia, e pure attribuire a queste due ore un valore tale da comportare una nota a sè da inserire nella media delle altre è un errore. Un errore che svilisce quanto già avviene nelle nostre scuole dove l’insegnamento della civica, del valore di cittadinanza, della capacità di interazione nella società e con le istituzioni fa parte di un percorso trasversale a molte materie. La scelta di attribuire una nota specifica apparentemente è stata fatta credendo in tal modo di dare più lustro alla materia, ma in realtà valutare gli allievi sulla base di due ore mensili significa ridurre la civica a un mero e controproducente nozionismo. Questa ventilata novità sarà poi davvero gradita ad allievi, docenti e soprattutto genitori? Tutto è ovviamente perfettibile, ma miglioramenti sono già possibili nell’ambito della legislazione in vigore. E ulteriori opportunità saranno offerte nell’ambito della riforma “La scuola che verrà”, segnatamente con le settimane/giornate progetto dove l’educazione alla cittadinanza troverebbe ampie possibilità di potenziamento. 

L’ASPCC esprime un convinto NO a questa forzatura: allievi, genitori e docenti della scuola pubblica meritano di meglio.

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