L'OSPITE
07.11.16 - 20:000

Telelavoro: nuove opportunità

Simone Boraschi, Consigliere comunale PLR Caslano e segretario dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi

In una società che corre sempre più di fretta è diventato sempre più difficile stare al passo con tutte le innovazioni che vengono create. La rivoluzione informatica, iniziata quasi 40 anni fa' e che da allora si è intrecciata fortemente con le nostre vite, ha portato tante novità negli ambiti più disparati. Tra le tante, ce n'è una capace di cambiare in modo marcato la nostra concezione di lavoro: il telelavoro.

Presentato nelle scorse settimane da Nicola Pini e Natalia Ferrara tramite una mozione indirizzata al Consiglio di Stato, il telelavoro è stato portato sui banchi del Governo, senza però fare molta notizia sui media cantonali. Con questo termine, si intendono tutti quei lavori che posso essere eseguiti attraverso un computer o un tablet e che non necessitano della presenza fisica del lavoratore sul posto di lavoro. Questa nuova concezione di lavoro sta prendendo piede in alcuni rami dell'economia sia in Svizzera che all'estero e possiede diversi vantaggi. In primo luogo, non viene più richiesta la presenza fissa del lavoratore in azienda e ciò consente allo stesso lavoratore di stare a casa ad eseguire tutti gli incarichi assegnatili, a prescindere che si trovi a Lugano, nelle valli o nelle zone più periferiche. E qui sta il vantaggio. Non necessitando più di abitare vicino al proprio posto di lavoro, le famiglie possono decidere tranquillamente di spostarsi lontano dai centri urbani e di insediarsi nelle zone periferiche o nelle valli. Così facendo si otterrebbe il doppio effetto di rendere più attrattivo un domicilio in valle (dove si vive una realtà notoriamente meno caotica, ma al tempo stesso dotata dei più necessari servizi di base) da un lato e dall'altro di alleggerire le città e i comuni della catena peri-urbana, che soffrono cronicamente i problemi dovuti alla massiccia presenza di popolazione (parcheggi pieni, strade congestionate, vivibilità precaria e via dicendo). Ma c'è di più. Il Telelavoro ha l'intrinseca capacità di rendere il lavoro flessibile, ovvero adattabile alle esigenze del lavoratore o della sua famiglia. Il primo caso che mi viene in mente è quello delle mamme, che fanno spesse volte fatica a conciliare lavoro e famiglia. Con il Telelavoro, le si da la possibilità di lavorare part - time e al tempo stesso non le si impedisce di prendersi cura dei propri figli. Ma a trarne vantaggio possono essere tutti, anche i lavoratori già impiegati a metà tempo. Grazie alle nuove opportunità generate dal Telelavoro si garantiscono un'altra fonte di entrata.

Tutto ciò incentivato dallo sviluppo della fibra ottica sul suolo cantonale (chiesto dal PLR) che permetterà di connettere ad internet anche le zone più distaccate del Cantone e in cui la connessione ha sempre riservato più noie che vantaggi. Dobbiamo cogliere questa nuova opportunità che la tecnologia ci offre per garantire nuove forme di impiego a beneficio della popolazione. Solo stando al passo con i tempi e garantendo occupazione ai lavoratori residenti si riesce a garantire un benessere diffuso e per tutti.

 



 



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