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14.09.16 - 14:000

L’ACSI invita ad accogliere l’iniziativa federale per un’“economia verde”

Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana

L’ACSI - Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana raccomanda di accettare l’iniziativa federale “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (Economia verde)” in votazione il 25 settembre prossimo.

 L’ACSI sottolinea che l’iniziativa  propone il passaggio ad un’economia “circolare”, fondata su una migliore gestione delle risorse naturali, sulla rivalorizzazione dei beni di consumo, il riciclaggio delle materie prime, la riduzione del dispendio energetico e delle emissioni inquinanti. Tutte politiche e misure richieste dall’ACSI, da sempre. Infatti, la Svizzera, pur essendo povera di materie prime, figura tra i paesi con una “impronta ecologica” molto pesante. Nella graduatoria dei paesi europei più spreconi, la Svizzera è, purtroppo, il secondo paese a produrre più rifiuti (circa 730 kg di rifiuti per abitante all’anno, di cui da 30 a 50% costituiti da imballaggi).

Secondo il "Global Footprint Network", l'impronta ecologica della Svizzera è pari a 5,01 ettari globali pro capite. L'applicazione di tale impronta ecologica all'intera popolazione mondiale richiederebbe, per soddisfarla, una disponibilità pari a 2,82 pianeti. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di ridurre, entro il 2050, l’impronta ecologica del nostro paese all’equivalente di un solo pianeta Terra. A tale scopo, la Confederazione deve promuovere un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse, ad esempio stimolando la ricerca e l’innovazione, emanando prescrizioni sui prodotti e i rifiuti o adottando misure fiscali per incentivare una produzione a basso consumo di materie prime e di energie.

L’ACSI è convinta che un’economia verde rientri  nell’interesse della collettività, che oggi deve spesso assumersi i costi dei danni ambientali provocati dalle attività economiche. E ne trarrebbero vantaggio anche i consumatori, costretti a comperare prodotti concepiti, spesso volutamente, per una durata estremamente breve (obsolescenza programmata).

Secondo l’ACSI l’iniziativa:

  • permette di ridurre la montagna di rifiuti che produciamo grazie a una migliore rivalorizzazione dei materiali e a una offerta di prodotti più durevoli
  • previene la produzione dei rifiuti alla fonte riducendo gli imballaggi inutili
  • diminuisce la dipendenza del nostro paese in materie prime dal mercato globale
  • crea qui da noi posti di lavoro di qualità in nuovi settori tecnologici
  • rende più interessante economicamente la produzione ecologica in Svizzera
  • persegue gli stessi obiettivi di sostenibilità che le imprese multinazionali responsabili, non solo svizzere, si sono date per il 2050.
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