L'OSPITE
11.02.16 - 08:560

Legge illegale e Consiglio federale bugiardo?

Amanda Rückert, Deputata al Gran Consiglio per la Lega dei ticinesi

Chiamiamolo risanamento, chiamiamolo completamento, ma non chiamiamolo raddoppio, perché raddoppio è un termine fuorviante, soprattutto alla luce di alcuni argomenti degli oppositori per disorientare l’opinione pubblica. Chi si oppone alla costruzione di una seconda canna nella galleria del San Gottardo ha tutto il diritto di farlo, ma non varcando il confine della buona fede. E mi riferisco in particolare al maldestro tentativo di far credere agli elettori che il Consiglio federale e le Camere federali stiano raccontando un sacco di frottole al popolo svizzero, chiamato ad esprimersi sul tema il prossimo 28 febbraio.

Premesso infatti che il tunnel dovrà in ogni caso essere risanato completamente con una chiusura totale di circa tre anni, c’è chi insiste nell’affermare che Governo e Parlamento federali mentono e considerino la Costituzione e le leggi carta straccia.

Infatti, se la Costituzione federale e la Legge federale sul transito stradale nella regione alpina (LTS) ammettono unicamente la coesistenza di due gallerie mono-corsia e unidirezionali, mi chiedo come sia possibile pensare e affermare che la politica intenda spingersi in futuro sul terreno dell’illegalità, cambiando le carte in tavola e trasformando il San Gottardo in un tunnel a due corsie per senso di marcia?! Una cosa del genere si potrebbe temere se vivessimo sotto un regime dittatoriale, ma ipotizzarla in un sistema democratico come il nostro è demagogico.

Non dimentichiamoci che il risanamento della galleria è stato inserito in una legge proprio per dare la possibilità a Parlamento e popolo di esprimersi. Ed è l'unico risanamento di una grande opera pubblica garantito e regolato da una legge speciale, una legge che stabilisce esattamente cosa si può e cosa non si può fare. Questo dimostra la sensibilità adottata dal Consiglio federale sul tema Gottardo. Il Governo avrebbe potuto escludere il dibattito pubblico (e la votazione popolare) e calare dall'alto la decisione, come per ogni altro risanamento. Inoltre, proprio perché il principio delle due corsie è ora fissato in una legge, una sua modifica è referendabile. Quindi, ammesso e non concesso che le future generazioni volessero passare da due a quattro corsie, sarebbe comunque il popolo a doversi nuovamente esprimere.

A chi si oppone al progetto invocando un enorme aumento di traffico, con riflessi fin sul Mendrisiotto, basterebbe invece guardare concretamente alcune cifre, chiare e verificabili.

Oggi a Grancia transitano circa 70'000 veicoli al giorno, a Mendrisio 60'000, tra Cadenazzo e Quartino 30'000 e tra Agno e Ponte Tresa altri 27'000. Nella galleria del San Gottardo passano invece “solo” 17'000 veicoli al giorno e negli ultimi 15 anni i passaggi si sono addirittura ridotti del 7%. Le statistiche ci dicono anche che solo un quarto del traffico sotto il San Gottardo è un traffico di transito. Quindi, i veicoli che utilizzano la galleria, auto e camion, incidono non più del 6% sul traffico del Mendrisiotto e del Sottoceneri, il cui problema va risolto con altri sistemi, non impedendo la costruzione di una seconda canna in una delle gallerie più pericolose d’Europa.

Il bilancio del Gottardo da 1980 ad oggi è nefasto e parla di ben 37 morti, contro i 9 del tunnel del Seelisberg, che è stato aperto nello stesso anno ma che è bidirezionale (in quel caso, due canne e quattro corsie). Nel concetto di sicurezza rientrano anche le ripetute chiusure della galleria del Gottardo in seguito a incidenti meno gravi o a guasti ai veicoli: 176 nel solo 2013! Senza dimenticarci che ogni anno avvengono, in quella lunghissima galleria, 385 milioni di incroci.

Alla luce di questi dati è evidente che il completamento dell’opera non può che portare un indiscutibile beneficio in termini di sicurezza e di fluidità del traffico. Non solo verranno eliminati gli incroci frontali, ma in caso di incidente o panne per i mezzi di pronto intervento sarà molto più facile e più veloce intervenire, grazie alla corsia di emergenza, evitando di dover paralizzare completamente il traffico. E a garanzia di queste limitazioni ci saranno la nuova legge federale sul transito stradale nella regione alpina e – soprattutto - la Costituzione federale, che solo popolo e Cantoni potranno - se vorranno - in futuro modificare.

Con la realizzazione del tunnel di risanamento al San Gottardo sarà possibile risanare la vecchia galleria senza interrompere il collegamento stradale tra il Ticino e il resto della Svizzera, comunque fondamentale e complementare rispetto al traffico ferroviario. Una soluzione provvisoria di carico e scarico con la costruzione di stazioni di trasbordo, come auspicato dal comitato referendario, avrebbe il devastante effetto di isolare il Ticino dal resto della Svizzera per anni, cosa che avrebbe evidenti conseguenze negative per una regione già periferica e in difficoltà. Questi solo alcuni argomenti, che mi portano a dire che il prossimo 28 febbraio 2016 sia assolutamente necessario votare sì al tunnel di risanamento del San Gottardo.

 

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