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L'OSPITE
22.12.15 - 18:420

Ecco l'ennesimo accordo con ricatto finale

Organizzazione Cristiano-Sociale del Ticino, Segretariato Cantonale, Ufficio Frontalieri

Dopo anni di trattative, le delegazioni negoziatrici di Italia e Svizzera hanno parafato il nuovo accordo bilaterale sull’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri. La “parafatura” è appunto l’intesa definitiva sui contenuti di un trattato. Ciò significa che le squadre tecniche dei due Stati hanno ormai pronto il testo finale dell’accordo. Esso però diventerà ufficiale solo quando ci sarà la firma politica dei due Ministri, la quale avverrà presumibilmente entro la prima metà del 2016. Infine i due Parlamenti nazionali dovranno approvare le leggi interne di recepimento dell’accordo, per cui è chiaro che il tutto entrerà in vigore fra qualche anno (si pensa al 2018).

Ecco dunque i contenuti principali:

  • L’accordo finale prevedrà il principio di reciprocità (si applicherà ovvero sia ai frontalieri attivi in Svizzera che a quelli residenti nella Confederazione e attivi in Italia).
  • Viene indicato come sarà il futuro sistema di tassazione. Lo Stato in cui viene svolta l’attività lavorativa imporrà il reddito del lavoratore frontaliere con il 70% dell’aliquota normalmente applicata a parità di reddito agli altri lavoratori. Lo Stato di residenza applicherà poi le proprie imposte sull’intero reddito, detraendo quanto già versato nel primo Stato (si potranno inoltre mettere in detrazione le spese di vita, che nel caso dell’Italia sono gli interessi del mutuo, le spese mediche, ecc). Stando alle dichiarazioni ufficiali dei mesi scorsi, in un primo momento l’Italiaapplicherà delle aliquote speciali che manterranno inalterata la pressione fiscale del frontaliere per poi aumentarle gradualmente fino ad arrivare alle aliquote ordinarie (il tutto secondo un arco temporale che verrà definito dal Parlamento e che con ogni probabilità non sarà inferiore ai dieci anni). 
  • L’accordo fornisce una definizione di “lavoratori frontalieri” simile ad oggi, inquadrandoli come coloro “che vivono nei comuni i cui territori ricadono, per intero o parzialmente, in una fascia di 20 chilometri dal confine e che, in via di principio, ritornano quotidianamente nel proprio Stato di residenza”; viene pertanto da pensare che l’accordo si applicherà solo agli odierni “frontalieri di fascia”, mentre per i “fuori fascia” permarrà l’obbligo di versare in Italia fin da subito l’imposta IRPEF (con credito d’imposta di quanto già versato in Svizzera e con una franchigia variabile sul reddito imponibile). 
  • Avverrà uno scambio di informazioni in formato elettronico relativo ai redditi da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri. 
  • L’accordo sarà sottoposto a riesame ogni cinque anni. 
  • L’accordo entrerà in vigore solo se la Svizzera rinuncerà a tutte le clausole introdotte di recente nei confronti dei frontalieri e definite dall’Italia come discriminatorie (casellario giudiziale, moltiplicatore comunale massimo). La Svizzera dovrà inoltre raggiungere un’intesa con l’UnioneEuropea in merito all’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa (sarà ovvero fondamentale che la Svizzera non disdica l’accordo sulla libera circolazione delle persone). In attesa di ulteriori informazioni, l’Ufficio frontalieri OCST resta a disposizione degli associati per eventuali approfondimenti.
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