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28.08.08 - 19:100
Aggiornamento : 23.11.14 - 17:09

Cardiologia: Ferrari, donne 'cenerentole' in cure e prevenzione

Milano, 28 ago. (Adnkronos Salute) - Più attenzione al cuore delle donne, spesso trascurato dalla stessa popolazione femminile e perfino dai medici. Colorare di rosa la cardiologia italiana e internazionale è fra le priorità di Roberto Ferrari, primo medico della Penisola eletto alla presidenza della Società europea di cardiologia (Esc), che si riunirà in congresso dal 30 agosto al 3 settembre a Monaco di Baviera. Storicamente ritenute appannaggio maschile, conferma Ferrari, le malattie cardiovascolari rappresentano oggi il killer numero uno anche per lei. Tanto che nel nostro Paese le malattie di cuore e arterie sono responsabili di circa 130 mila decessi femminili ogni anno.

Eppure, in cardiologia le pazienti donna restano 'cenerentole'. "Da un lato - spiega Ferrari all'Adnkronos Salute - dipende dal fatto che le donne sono più attente alla prevenzione anticancro rispetto a quella cardiovascolare. Dovrebbero invece considerare che, su 10 donne, una morirà di cancro mentre le altre 9 perderanno la vita per colpa di una cardiopatia", sottolinea l'esperto. Senza tuttavia assolvere il mondo medico-scientifico.

"Opero in una piccola città come Ferrara - ricorda il nuovo numero uno dell'Esc, direttore della Clinica cardiologica universitaria del centro emiliano - e nel mio stesso reparto ci sono più letti dedicati agli uomini che letti destinati alle donne. Un po' perché di donne ne arrivano meno, un po' perché spesso anche i medici tendono a sottovalutare" il peso delle cardiopatie sul destino dell''altra metà del cielo'.

Non solo. "Le donne non dispongono nemmeno di farmaci ad hoc, perché nei trial clinici l'80% dei pazienti arruolati è maschio", aggiunge Ferrari. Che auspica una svolta: "Concentrarsi sulle donne deve diventare una vera priorità della cardiologia moderna", assicura. Confessando infine un retroscena. "Sono il primo presidente eletto dell'Esc, perché finora i presidenti venivano nominati da un gruppo di saggi e non scelti da tutti i membri della società", riferisce il medico. E dei tre colleghi 'battuti' "uno era greco, un altro era norvegese e un altro era italiano. Un cardiologo donna"

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