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28.08.08 - 18:510
Aggiornamento : 27.10.14 - 12:12

Cardiologia:Ferrari, cuore italiano il piu' forte d'Europa

Milano, 28 ago. (Adnkronos Salute) - "Il cuore italiano è il più forte d'Europa". Tutto "merito della dieta mediterranea, di una legge antifumo che funziona, di un sistema sanitario tra i migliori al mondo e di una cardiologia leader". E' un'iniezione di orgoglio e ottimismo quella lanciata da Roberto Ferrari, primo medico 'azzurro' eletto alla presidenza della Società europea di cardiologia (Esc) che guiderà fino al 2010.

In vista dell'investitura ufficiale, durante il Congresso 2008 dell'Esc in programma dal 30 agosto al 3 settembre a Monaco di Baviera, Ferrari sottolinea dunque la resistenza record del cuore 'tricolore'. Senza dimenticare però che nel nostro Paese, come in tutto il mondo, le malattie cardiovascolari restano il killer numero uno. Nella Penisola i morti sono oltre 240 mila l'anno.

"Ho deciso di dedicare alla presidenza dell'Esc tutto il mio tempo - spiega all'Adnkronos Salute Ferrari, direttore della Clinica cardiologica dell'università di Ferrara - Per questo mi sono preso due anni sabbatici, con l'intenzione di viaggiare in tutte le 52 nazioni rappresentate nell'Esc e non solo. Anche in Oriente, per sensibilizzare quante più persone possibile ai rischi cardiovascolari e al ruolo chiave della prevenzione, e anche per portare un po' d'acqua al nostro mulino", sorride.

"Gli italiani sono la popolazione più longeva d'Europa - ricorda - Una donna su tre e un uomo su 6 arrivano ai 90 anni". E questo per varie ragioni: le provate virtù della dieta mediterranea, l'efficienza del Servizio sanitario nazionale e "una legge antifumo che molti ci copiano, ma che noi non pubblicizziamo abbastanza", evidenzia lo specialista. Senza dimenticare che "la cardiologia italiana è la migliore. Basti pensare che negli ultimi decenni i progressi della medicina hanno regalato agli italiani 8 anni di vita in più, di cui 6 anni grazie alla cardiologia e solo 2,4 mesi grazie all'oncologia".

Sulla cronica carenza di fondi per la ricerca medico-scientifica lamentata in Italia, Ferrari opera dei distinguo. "Non dico che non sarei favorevole alla nascita di una sorta di 'Telethon' per la cardiologia", risponde l'esperto, commentando un'idea lanciata tempo fa da alcuni colleghi. "Ma è importante evidenziare che in questi anni la cardiologia italiana ha avuto comunque modo di crescere", puntualizza.

"Il vero problema non è tanto la mancanza di finanziamenti - è convinto il neo presidente Esc - quando la carenza di buone idee", precisa. Nuovi spunti di studio, per esempio. A detta di Ferrari, impegnarsi per identificare gli 'angeli custodi' che garantiscono ad alcuni fortunati una vita lunga e in salute, anche se resa 'spericolata' da comportamenti ad alto rischio per cuore e arterie, "è fondamentale, ma soprattutto dal punto di vista della ricerca di base. Dal punto di vista della routine clinica quotidiana bisogna invece pensare alla maggior parte dei pazienti, e il messaggio da dare è ad esempio che fumare e seguire una dieta scorretta fa male. E che ridurre i fattori di rischio cardiovascolare salva davvero la vita", ribadisce l'esperto.

Insomma, la parola d'ordine è "prevenzione". Una responsabilità di tutti, incalza Ferrari. Degli operatori sanitari come dei media, come pure di tutta la popolazione. "Ognuno deve diventare 'regista' della propria salute - conclude - Della prevenzione e della terapia".

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