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12.09.05 - 17:250
Aggiornamento : 15.10.14 - 09:01

SANITA': SPAGNA, A PROCESSO IL MEDICO ACCUSATO DI AVER CONTAGIATO 276 PAZIENTI

Valencia, 12 set. (Adnkronos Salute)- A processo perchè accusato di aver contagiato 276 pazienti con l’epatite C in quattro ospedali di Valencia negli anni compresi tra il 1988 e il 1999, l’anestesista spagnolo Juan Maeso ha detto oggi in aula di non sapere se è ammalato perchè “si sente benissimo” fisicamente. “Se ho l’epatite, non lo so. Non mi interessa perche’ mi sento molto bene” ha affermato il medico, pur ammettendo che nel 1998 ha avuto un risultato positivo al test per l’epatite C. L’imputato, che rischia fino a 2.214 anni di carcere se verrà riconosciuto colpevole, non informò dei risultati la direzione sanitaria della clinica dove lavorava all’epoca. “Non mi sento malato - ha affermato Maeso - e per questo non vado dal medico. Sono sicuro di stare bene. Sono sempre stato bene”. Unico imputato nel processo che prende il via oggi dopo sette anni di istruttoria, con 600 testimoni chiamati a deporre e 171 avvocati in difesa dei 276 pazienti contagiati, di cui tre sono deceduti per le conseguenze della malattia, l’anestesista ha poi negato di essere un consumatore di oppiacei. Secondo l’atto dell’accusa che ha chiesto oltre ai 2.214 anni di carcere anche indennizzi record per 28,8 milioni di euro, Maeso si iniettava l’anestetico e poi, con lo stesso ago, lo somministrava al paziente, mentre “esisteva il sospetto generalizzato tra il personale sanitario che fosse un consumatore abituale di stupefacenti”. La difesa dell’anestesista ha respinto questa accusa, affermando che sono voci di corridoio prive di valore in un processo penale. (Adnk/Adnkronos Salute)

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