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07.12.21 - 06:000

Il fascino attuale della violenza: i 50 anni di Arancia meccanica

"Arancia meccanica", il capolavoro di Stanley Kubrick compie 50 anni.

È una delle opere cinematografiche più intense e provocatorie del Novecento.

di Redazione
L.F.

LOS ANGELES - Dicembre 1971-2021: è passato mezzo secolo dalla sua prima uscita eppure sembra così attuale, ancora, "Arancia Meccanica". Ritenuto uno dei capolavori del maestro Stanley Kubrik, ha da sempre diviso l’opinione pubblica. Non tanto per la qualità eccelsa della pellicola che le valse 4 nomination all’Oscar. Quanto per il messaggio che da molti, ieri come oggi, riconduce a sola e unica violenza e che negli anni ha prodotto diversi casi nella vita reale sfociati in tragedie.

La vita è violenza - Il romanzo “distopico” di Anthony Burgess da cui è tratto il film di Kubrik, traccia l’uomo come essere violento, la vita come lotta per la sopravvivenza, il potere come macchina di controllo. È così la storia, ambientata in un futuro in cui il mondo è dominato dalla violenza di bande senza controllo, di Alex che passa da una vita violenta, all’arresto e a un progetto di rieducazione forzata che lo porta a diventare la vittima della violenza e dei giochi di potere che lui stesso promuoveva. I metodi con cui le istituzioni cercano di combattere la violenza si rivelano in realtà dei modi di controllare la mente delle persone e soggiogarle al potere.

Il contesto, quello di fine Anni Sessanta, soprattutto in Inghilterra, stava ponendo il grave problema della nascita delle gang giovanili e l’aumento della criminalità minorile. Di conseguenza era forte la condanna ai riformatori o ai carceri. La stampa britannica sollevava il problema dell’affollamento e anche del significato e dell’efficacia della rieducazione; nonché dei relativi costi economici della stessa. Un film girato all’alba di quegli anni ’70 fatti di eccessi e di contestazione, violenza e ideologia, rabbia e contrapposizione (ma anche speranze visionarie) che mantiene ancora oggi una sua attualità e una propria brillantezza.

Il peso della censura - Eppure alla sua uscita, il film Arancia Meccanica fu censurato in molti Stati e vietato ai minori in altri. Lo stesso Kubrick ricevette lettere minatorie in Gran Bretagna rivolte a lui e alla sua famiglia, tanto da indurlo a chiedere e ottenere dalla Warner Bros il ritiro della pellicola dalle sale locali. Nella maggior parte dei paesi del mondo il film fu vietato ai minori di 18 anni per le numerose scene di efferata violenza e divenne uno dei bersagli preferiti della censura. Solo nel ’98 il divieto fu ristretto ai minori di 14 ma per diversi anni la pellicola fu ignorata anche dalle tv generaliste. Il suo primo passaggio televisivo arrivò sulle tv a pagamento e solo nel 2007 in quella free, ma solo in seconda serata.

Nonostante l’intrinseca e complessa indagine sociologica, Arancia Meccanica è stato ridotto semplicisticamente a un mero esempio di giustificazione del ricorso alla violenza. Ancor di più sulla scia di tantissimi atti criminali e violenti che ne hanno ricalcato la trama e che all’epoca, soprattutto ma anche nel corso di tutti questi anni, hanno enfatizzato le critiche e i dibattiti negativi sul film.

Ma il grande critico d’arte Achille Bonito Oliva affermò: «Kubrick profetizza anche la pericolosità di una violenza "estetizzante" anzi, la rappresenta, ce la mette sotto gli occhi, utilizzando la Nona di Beethoven e Rossini: una violenza a ritmo di musica». Stanley Kubrick stesso ha definito il suo film come una satira sociale che si occupa della questione della psicologia comportamentale e del condizionamento psicologico e se esse siano nuove armi pericolose per un governo totalitario da utilizzare per imporre vasti controlli ai suoi cittadini e trasformarli in poco più che robot. Il dibattito resta aperto, ieri come oggi.

Quando il film diventa realtà
Un gruppo di studenti del MAIA, Master di Architettura d’Interni della HEAD di Ginevra, ha voluto ricreare il Korova bar, dove si ritrovavano Alex e i suoi amici, con la scritta “beve più latte” invece del pericoloso “latte più” di Arancia Meccanica. Questa la faccia buona dell’ispirazione, rara per il film come quello di Kubrik, che ha avuto tanti casi efferati di cronaca nella realtà che sembravano ispirati direttamente alle violenze perpetrate dal branco alle proprie vittime. Viene in mente il Massacro del Circeo, quando tre ragazzi seviziarono per ore due ragazze in una villa, nel ’75, proprio in questi giorni rievocato da un film in uscita. Più recentemente ha ricordato Arancia Meccanica l’omicidio di Luca Varani. Dopo aver abusato di cocaina, Manuel Foffo e Marco Prato decisero di uccidere una persona "per vedere che effetto faceva" dissero.

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