Libertà per Britney

La chiede lei stessa dopo 13 anni sotto la tutela del padre: il lungo percorso di un'artista tormentata.

L’abbiamo vista bambina, giovane star del Club di Topolino, stella nascente del pop americano e cantante in declino bisognosa di rehab. Britney Spears ha solo 40 anni, ma sembra aver vissuto molte più vite di un gatto.

Ora è impegnata nella lotta a cui tiene di più: quella per la sua liberazione. Da anni, la popstar denuncia una vita di vessazioni e di prigionia per colpa del padre Jamie Parnell Spears, suo tutore legale dal lontano 2008, anno in cui Britney si fece immortalare mentre si tagliava i capelli da sola, con lo sguardo vitreo e perso nel vuoto di chi è fuori di testa e ha bisogno di aiuto.


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Britney nel 2004

Basta tutela - Lo scorso Novembre, dopo anni, in cui sembrava che la cantante stesse lanciando dei velati ‘Sos’ attraverso i suoi profili social, il suo legale ha rotto gli indugi dichiarando apertamente che «la mia cliente mi ha affermato molte volte che ha paura di suo padre. Mi ha anche affermato che non lavorerà più finché suo padre avrà il controllo della sua carriera».

Il movimento #FreeBritney - Nella sua lotta per la libertà, Britney Spears è supportata da tantissime persone, suoi fan della prima ora ma anche celebrities che le hanno voluto manifestare la propria solidarietà. Sono nate così le campagne condotte via social sotto l’hashtag #FreeBritney con le quali si chiede che la cantante possa tornare a vivere libera e non sotto il giogo del padre oppressore. Tale campagna ‘di liberazione’ è attiva fin dal 2018, anno in cui, a seguito di un ricovero della Spears in una clinica di salute mentale, i suoi sostenitori hanno iniziato a speculare sul fatto che, dietro il ricovero, ci fosse la volontà del padre Jamie che avrebbe costretto la figlia a farsi curare non avendo assunto delle medicine che è chiamata ad assumere e aver guidato una automobile senza il suo consenso. Nacque così l’hashtag #FreeBritney, supportato, tra gli altri, da Miley Cyrus, Cher, l’amica Paris Hilton, Chiara Ferragni e l’American Civil Liberation Union.


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Sostenitori di Britney fuori dal tribunale a Los Angeles il 23 giugno scorso

Il ruolo del padre vacilla - Nel settembre del 2019, l’ex marito della cantante, Kevin Federline, ottenne un ordine restrittivo nei confronti di Jamie Spears, reo di aver aggredito fisicamente uno dei suoi figli. Venne quindi disposto che l’assistente della cantante Jodi Montgomery sostituisse temporaneamente il padre nel ruolo di tutore. Nell’agosto dello scorso anno, l’avvocato della Spears, Samuel D. Ingham III, presentò al Tribunale di Los Angeles una mozione nella quale veniva chiesta la definitiva sostituzione di Jamie Spears con Jodi Montgomery nel ruolo di tutore legale.

Le confessioni dell'ultima udienza - Il 23 giugno di quest’anno, si è svolta l’udienza in formato virtuale nella Stanley Mosk Courthouse di Los Angeles, durante la quale Britney Spears ha parlato lungamente del travagliato rapporto con il padre e dell’atteggiamento ossessivo avuto nei suoi confronti. Parte del contenuto delle sue dichiarazioni erano state anticipate dal New York Times, il quale aveva pubblicato, in anteprima, i documenti legali del processo dai quali emerge il rigido sistema di controllo esercitato dal padre-padrone su ogni aspetto della vita della cantante: dalla scelta dei fidanzati all’arredo della propria abitazione.


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Britney Spears (a destra) e il padre Jamie

«Uno dei momenti più spaventosi della mia vita» - La Spears era già comparsa in tribunale nel maggio 2019 ma, in quella occasione, l’udienza era stata a porte chiuse e pochissimi erano stati i particolari emersi, se non che la cantante era stanca di farsi sfruttare economicamente e che il padre l’aveva costretta a esibirsi a Las Vegas con 40 di febbre. «Uno dei momenti più spaventosi della mia vita», dirà senza mezzi termini la cantante. In quella occasione, inoltre, Britney Spears aveva anche denunciato il fatto di «essere stata chiusa in una clinica psichiatrica contro la sua volontà, solo come punizione per essersi lamentata durante le prove dello spettacolo "Domination"».


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La cantante durante una delle sue esibizioni a Las Vegas

«Questa situazione mi sta facendo più male che bene» - Nell’udienza del 23 giugno scorso, la cantante ha invece raccontato pubblicamente tutti gli aspetti inquietanti della "conservatorship”, questo il termine tecnico per definire la tutela legale del padre. Quest’ultimo le avrebbe impedito di spendere i propri soldi, parlare pubblicamente senza aver concordato gli argomenti da trattare, guidare la macchina e persino sposarsi. Jamie avrebbe anche voce in capitolo sulla possibilità per la cantante di vedere i suoi figli, utilizzare il telefono e i social network, senza il suo consenso.

La cantante ha dichiarato, senza mezzi termini, di essere depressa e traumatizzata e che «voglio che questa tutela finisca. Questa situazione mi sta facendo più male che bene. Merito di avere una vita. Lavoro da sempre». Inoltre, sempre nel corso della udienza del 23 giugno, la Spears avrebbe affermato di volersi sposare, ma di avere un «dispositivo intrauterino dentro di me così non posso rimanere incinta. Il mio team non vuole che io abbia altri figli».


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Britney con il fidanzato, Sam Asghari: «Il mio team non vuole che io abbia altri figli»

130mila dollari l'anno al padre - Altri particolari della dittatoriale tutela legale, sono emersi dalle pagine di prestigiosi quotidiani. Secondo il Los Angeles Times, Jamie Spears è pagato 130mila dollari all’anno per rivestire il ruolo di tutore, che gli permettere di avere voce in capitolo sugli affari della figlia, di vendere le sue proprietà e di decidere chi deve frequentare e chi no. Ogni trasgressione sarebbe stata punita in maniera molto dura, come i ricoveri nelle cliniche di salute mentale. Secondo lo Usa Today, la popstar avrebbe addirittura dovuto rinunciare al suo timbro vocale, molto simile per profondità a quello di Christina Aguilera, venendole imposto una timbrica in falsetto e volutamente infantile per interpretare al meglio il ruolo di Lolita del pop.

«Stufa di essere sfruttata» - La Spears aveva richiesto, già nel 2014, che la tutela finisse perché «era stufa di essere sfruttata, perché lei lavora e porta i soldi, ma quelli intorno a lei sono tutti sul suo libro paga». La verità è che tale istituto legale è di solito usato per persone molto anziane e non più capaci d'intendere e volere, rivelandosi inadatto nel caso della cantante quarantenne, che ha dimostrato una enorme capacità di recupero e la volontà di voler vivere una propria vita, lavorativa e personale, in totale autonomia.

Una gabbia dorata - Una vita condotta in una gabbia, seppur dorata, che ha, inevitabilmente, condizionato la giovane donna dal punto di vista artistico e personale. Eppure la sua carriera, anni fa, era iniziata nel migliore dei modi e fin dalla più tenera età la piccola Britney aveva mostrato di saperci fare sotto le luci della ribalta.


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La cantante agli esordi, nel 1999

L'esordio a soli 18 anni - Ad appena 8 anni ottenne di essere iscritta alla ‘Professional Performing Arts School’, partecipando a musical di Off-Brodway e show televisivi e, nel 1992, entrò a far parte del "The Mickey Mouse Club", di cui facevano parte anche Justin Timberlake, Christina Aguilera e Ryan Gosling. Il suo esordio discografico ufficiale avvenne nel 1999, a soli 18 anni, e il disco "...Baby, one more time" ottenne 14 dischi di platino vendendo più di 30 milioni di copie. L’enorme successo del primo disco venne replicato con il secondo, del 2000, "Oops...! I Did it again" che divenne disco di diamante e fruttò un incasso di 40,5 milioni di dollari con un tour mondiale di grande effetto.

Un'infinita lista di problemi - Al successo discografico, fatto d'incassi record e una infinita lista di premi, non si accompagnò però la serenità di una vita privata che si fece, invece, sempre più burrascosa. Tra il 1999 e il 2002, la cantante si fidanza con il collega Justin Timberlake, ma la relazione si conclude bruscamente e, nel 2003, si fidanza e sposa con l’amico d'infanzia Jason Allen Alexander. Le nozze, tuttavia, vengono annullate dopo appena 55 ore. È la stessa Britney ad affermare che, al momento del matrimonio, «non era in grado di comprendere le proprie azioni».


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Con Justin Timberlake

Il divorzio da Federline - L’anno dopo sposa il rapper Kevin Federline, da cui avrà due figli, salvo poi chiedere improvvisamente il divorzio per «differenze inconciliabili». Nel febbraio del 2007, dopo essere stata in un centro di riabilitazione ed esserne uscita dopo neanche un giorno, viene immortalata mentre si taglia a zero i capelli in un salone da parrucchiera di Los Angeles. Inizia così una spirale di eventi negativi da cui la cantante sembra non riuscire a uscire.


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Britney Spears con l'ex marito, Kevin Federline

Perso il diritto di vedere i figli - Il 3 gennaio del 2008 si rinchiude nel bagno della propria a casa con i due figli e si rifiuta di riconsegnarli ai rappresentanti legali dell’ex marito. A causa di questo episodio perde il diritto di vedere i figli, che vengono affidati a Federline, mentre inizia una lunga serie di ricoveri, tra cui quello presso il Ronald Regan Ucla Medical Center, in occasione del quale verranno nominati il padre Jamie Spears e il procuratore Andrew Wallet quali suoi tutori.


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La cantante all'uscita di un tribunale di Los Angeles dopo un'udienza per la custodia dei figli

Ferma in un limbo - Da allora, con una carriera discografica ferma al 2016, Britney Spears si trova in un limbo che blocca la sua rinascita come artista e come donna. Rimane ora da vedere se il Tribunale di Los Angeles deciderà di ridare alla cantante l’agognata libertà e aprire la porta della gabbia che le ha costruito intorno quel padre che l’avrebbe dovuta proteggere ma non rendere prigioniera.


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