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14.04.21 - 18:230
Aggiornamento : 23:03

Il Pardo alla riconquista di Piazza Grande: «Potrà fermarci solo Berna»

Il Locarno Film Festival punta tutto su un'edizione il più normale possibile, con le sale e la Rotonda.

Marco Solari: «Abbiamo un dovere verso la città, il Cantone e tutto il nostro pubblico».

LOCARNO - Un'edizione 2021 che vuole essere una rinascita, ma anche una dichiarazione d'intenti, quella del Film Festival Locarno.

Come confermato oggi durante l'Assemblea generale ordinaria sia dal presidente Marco Solari, sia dal direttore artistico Giona A. Nazzaro, l'intenzione di questa 74esima edizione del Pardo è quella di ritornare a "mordere" la sua Piazza Grande, nel segno di una normalità auspicata e (da tutti) desiderata.

E non solo nel suo luogo simbolo, ma anche in tutta la città, Rotonda compresa: «Vogliamo riprendere davvero, con la speranza di lasciarci la pandemia finalmente alle spalle», ci racconta proprio Marco Solari, in intervista.

Riportare il Pardo in Piazza Grande, soprattutto in un momento così interlocutorio, è una bella presa di posizione...

Perché in questo momento per noi è vietato avere dubbi, fermarci ed essere pessimisti. Guardiamo con certezza alla riapertura di Piazza Grande e stiamo lavorando in quella direzione. 

Perché un Film Festival senza la Piazza è inimmaginabile, è come se non avesse la sua anima, come se non avesse luogo. È un catalizzatore non solo per il Festival, ma anche per la città, la regione e il cantone.

Un’edizione come quella del 2020, quindi non era abbastanza?

È tutto relativo, ci verrebbe da dire di no, ma è anche vero che abbiamo davvero fatto il meglio che si poteva, malgrado la pandemia.

L’organizzazione ha fatto un lavoro incredibile e la qualità non è mai mancata. Detto questo, se fosse possibile non ne vorremmo fare un’altra così.

Sarà solo Piazza Grande a riaprire, o si seguirà la formula ibrida dell’anno scorso?

Su una cosa voglio essere chiaro: ci stiamo muovendo affinché la prossima edizione sia in tutto e per tutto un’edizione normale del Film Festival, con la Piazza e anche diverse delle sale. Anche se non prevediamo di aprirle tutte, e non a capienza massima.

La parte digitale resterà, ci ha permesso di portare il nostro marchio in tutto il mondo, in posti davvero impensabili, dall’indonesia al Brasile.

Non possiamo esitare, l’evoluzione è necessaria e obbligata, dobbiamo difendere la nostra posizione nel panorama internazionale dei Festival europei e mondiali.

Diversi dei quali, da Zurigo a Berlino passando per Venezia, non sono certo rimasti a guardare e non hanno modificato di molto la loro formula...

Noi non guardiamo gli altri, ci concentriamo su di noi per portare a Locarno un’edizione che sia la migliore possibile. Come Festival del Film, per noi, la missione è di essere utili alla Svizzera Italiana non solo culturalmente ma anche economicamente e politicamente.

Proprio in questo senso, com’è stato il dialogo con le autorità? C’è comunione d’intenti?

Il dialogo è continuo, con la Città, il Cantone e la Confederazione. Se c’è una manifestazione che deve dire grazie alle istituzioni, questa è proprio il Pardo. Penso al sostegno che ci ha mostrato il Cantone, e il Gran Consiglio, non abbiamo il diritto di deludere questa fiducia.

E abbiamo anche un forte senso di responsabilità nei confronti del nostro pubblico, generoso ma esigentissimo. Per questo dico che a fermare il festival, quest’anno, potrà essere solo una decisione del Consiglio Federale.

Avete già ipotizzato un piano di protezione? Anche su questo siete in accordo con Cantone e Confederazione?

Sì, su questo lavoriamo in strettissima sintonia con le autorità cantonali e federali, seguiremo le disposizioni di sicurezza necessarie che per noi restano chiare, nette e incontestabili.

Tornando al Festival, nel 2021 si pensa di riportare sul Lago Maggiore ancora grandi nomi internazionali?

Ma certamente, siamo già al lavoro a pieno regime. Noi gli inviti li mandiamo, poi si vedrà se e chi deciderà di accettare. Certo, tenendo sempre in considerazione l’eventualità di tamponi, quarantene e liste di stati più o meno a rischio… Ne sapremo di sicuro di più nei prossimi mesi.

 Per quanto riguarda il consuntivo, ci si aspetta una perdita nel 2021? Come mai?

Perché i costi del festival non solo rimangono costanti, ma aumentano - fra misure di sicurezze e digitale - mentre le entrate saranno, giocoforza, ridotte rispetto a un’annata normale.

E per quanto riguarda tutto il mondo collaterale al Festival, penso alla nightlife e alla Rotonda, può darci qualche anticipazione?

Quello che mi sento di dire ora è che faremo tutto quello che è possibile fare, per quanto riguarda la Rotonda ci sarà un progetto e un concept nuovo che presenteremo più avanti.

Quest'anno, lo ricordiamo, il Film Festival locarno si terrà dal 4 al 14 agosto.

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