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La ballerina Luana Valentino
LUGANO
14.01.20 - 06:010
Aggiornamento : 14:44

Sfidando il mondo a passo di danza nel tempio russo del Bolshoi

La ballerina Luana Valentino è reduce da un'esperienza nel celebre teatro di Mosca. Il suo sogno ora è di vincere il titolo mondiale di ballo sportivo

LUGANO - Luana Valentino, 22 anni, ticinese d'adozione, è un'innamorata della danza, da sempre al centro della sua vita. Grazie a suo papà Toni, insegnante in una scuola di ballo a Lugano, che le ha trasmesso sin da piccola questo profondo sentimento.  

Che emozione si prova danzando al Bolshoi? 
«Indescrivibile. È stata sicuramente un'esperienza al limite in quanto ci sono regole molto ferree da rispettare. Un'istruzione rigida quanto estenuante, nulla è lasciato al caso ed i sacrifici sono tanti, a partire dall'alimentazione: calorie da assumere calcolate perfettamente per rispettare il peso forma. Senza parlare della tabella degli allenamenti, distribuita ogni giorno sull'arco di 12 ore. Tutto questo però fa parte del gioco proprio perché al Bolshoi l'unica cosa che conta è la danza. Sono situazioni molto impegnative ma necessarie alla giusta preparazione atletica e psicologica».

Il rigore russo è diverso rispetto alle altre accademie? 
«Indubbiamente. Appena arrivata, ad esempio, oltre a dover seguire le lezioni, mi hanno dato un mese di tempo per imparare la lingua, pena l'eliminazione. Per fortuna era un rigore che si sposava bene con il mio carattere. Non essendo mai stata una ragazza con un talento eccelso, ho cercato di migliorarmi lavorando sodo e ponendomi obiettivi precisi e realizzabili. Esattamente quello che ci chiedevano di fare in accademia. Ho sempre avuto un senso del dovere quasi maniacale. In molti, invece, non riuscivano a sostenere i ritmi ed abbandonavano o, nel peggiore dei casi, crollavano fisicamente o psicologicamente». 

E la convivenza con gli altri studenti?
«Intrisa di competizione. Non si riusciva mai a stare tranquilli. I dispetti fra colleghi erano molto frequenti, dato che riuscivano ad avanzare solo i più bravi. A me, tanto per dirne una, è capitato che le mie stesse compagne di stanza lasciassero la luce accesa di notte per disturbare il mio sonno. Bisognava stare sempre all'erta. Non è stato facile per niente ma, anche grazie a questo, sono cresciuta molto come persona».

Si riesce a tornare alla normalità dopo un'esperienza del genere?
«Non essendo più abituata ai ritmi e alla vita quotidiana dei miei coetanei, avevo la costante sensazione di essere fuori dal mondo. È stata dura inizialmente, poi ho imparato a lasciarmi andare ed ho scoperto il piacere di tante piccole cose. Davide, il mio fidanzato, mi è stato molto vicino nel superare questa fase di assestamento». 

Attualmente di cosa si occupa?
«Dopo aver scoperto, grazie a mio padre, altri stili oltre alla danza classica, mi sono avvicinata al mondo del ballo sportivo. Ho conquistato il titolo di campionessa italiana di categoria da poco ed ora punto al titolo svizzero, poi a quello mondiale. È una realtà nuova che mi ha completamente stregata. Nel frattempo, continuo la mia formazione seguendo l’Università presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano per ottenere la laurea di formatrice professionista di artisti di balletto. Il mio sogno è quello di aprire un’accademia in Ticino e trasmettere ai miei futuri allievi l'amore per questa splendida disciplina».

La danza al Bolshoi è da pelle d'oca
Fondato nel 1775, il Bolshoi è uno dei più prestigiosi teatri, simbolo dell'ex Unione Sovietica della danza e dell'arte. Sorge nel centro di Mosca, nei pressi del Cremlino, e resta il miraggio di centinaia di ballerini in tutto il mondo. “L'impostazione di questo colosso è molto diversa rispetto alle scuole di ballo occidentali”, sottolinea Luana Valentino. “Penso al movimento di “Amici” di Maria De Filippi. È di sicuro un'accademia altrettanto prestigiosa e formativa per le opportunità che offre ai ballerini, ma è indubbiamente incentrata sulla spettacolarizzazione e sull'audience della trasmissione televisiva a cui da sempre è legata. Una realtà molto lontana dal rigore e dalla tradizione russa”. Lo storico teatro Bolshoi ha subìto un gigantesco restauro durato sei anni, terminato nel novembre del 2009 e costato oltre mezzo miliardo di franchi. “Da pelle d'oca”, si emoziona Luana “come la Scala di Milano”.

 

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