CANTONE
17.09.19 - 06:010

Si scopre giallista a 50 anni. E non si ferma più

Mirko Stoppa, classe 1964, è al suo quarto romanzo. I suoi libri hanno una caratteristica particolare: tutti autoprodotti

GORDOLA – Si è scoperto scrittore a 50 anni. E da allora non ha più smesso di produrre. Mirko Stoppa, classe 1964, di Gordola, ma di origini momò, è ormai al suo quarto romanzo. Libri a tinte gialle. Tutti con una caratteristica: autoprodotti. Giornalista professionista, Stoppa oggi si occupa di comunicazione per una grande azienda. Ha esordito nel 2015 con “L’assassino del domino”, seguito da “Hircus occidit Lavis” (2016). “Livio, trovami” e “Il mistero della rotoballa” sono, invece, stati entrambi pubblicati del 2019.

Il suo quarto libro ha un titolo particolare. A che cosa si è ispirato?

Forse è la parola “rotoballa” che rende il titolo particolare. Per la prima volta mi sono ispirato a fatti realmente accaduti, ma per proteggere persone e luoghi sono stati cambiati e adattati alla storia che racconta di una rotoballa e di una cabina telefonica.

Quattro libri in pochi anni. Si è scoperto scrittore a 50 anni. Come è avvenuta la metamorfosi?

Nessuna metamorfosi, perché in realtà ho sempre scritto, sia per lavoro, sia per passione. Poi è arrivata la persona giusta che nel momento giusto mi ha detto: «perché non pubblicare invece di lasciare i fogli in un cassetto?». Alla mia compagna devo molto.

I suoi testi sono molto legati al territorio ticinese. Quanta ricerca storica e geografica c'è dietro?

Molta ricerca. Per essere credibili è fondamentale scrivere cose corrette. Questo l’ho imparato facendo giornalismo. I gialli non fanno eccezione ed è molto importante la preparazione, la documentazione e, appunto, la ricerca. Leggere e studiare altri gialli è stato di grande aiuto. In questo modo ci si procurano gli strumenti narrativi necessari per una buona scrittura.

Qual è il suo legame col Ticino?

Il legame con il territorio è un fatto naturale: scrivo dei luoghi che conosco; mi piace sapere da dove veniamo, per cui storia e geografia sono importanti. Inevitabilmente finiscono nelle pagine che scrivo, come altre passioni: la genealogia e le aringhe. Questo senza essere altezzoso e noioso.

Ha deciso di auto pubblicarsi. Perché questa scelta?

Il 98% degli editori a cui scrivi non ti risponde. I tre quarti di chi risponde ti ringrazia ma non è interessato. E quello che si interessa a te non è un editore, ma uno stampatore. Infatti, se paghi, pubblichi. Stampare mille copie costa parecchio. Gli editori che ho incontrato mi hanno fatto un’offerta senza aver letto una pagina di quanto avevo scritto…

Dunque come funziona il suo sistema?

L’autoproduzione (nel mio caso con Createspace independent Publishing Plattform di Amazon) mi permette di stampare i miei libri senza anticipare un franco, senza dovere calcolare nel prezzo le percentuali di editori e librerie, senza avere libri in giacenza e cogliere ogni occasione per piazzarne uno. Con l’autoproduzione del libro su richiesta, il prezzo di copertina è più contenuto, anche perché scrivo per essere letto, certo non per diventare ricco. L’aspetto negativo dell’autoproduzione è che spesso i media non ti prendono in considerazione e nessuno recensisce questi libri.

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