Foto Gullick
Da sinistra Harry McVeigh, Charles Cave, Jack Lawrence-Brown.
REGNO UNITO/CANTONE
15.07.19 - 06:010

White Lies @ Roam: «Il live sarà carico di energia»

Protagonisti assoluti di Roam (LongLake Lugano), i White Lies si esibiranno al Boschetto Ciani il prossimo 27 luglio

LONDRA/LUGANO - Sulle scene dal 2007, il combo britannico - condiviso da Harry McVeigh (voce, chitarra), Charles Cave (basso) e Jack Lawrence-Brown (batteria) - lo scorso 1. febbraio ha dato alla luce “Five” (Pias), il quinto album: un disco - co-prodotto con Ed Buller (Suede, Pulp) - che in nove tracce documenta - a ridosso di strutture synth-pop oriented e risonanze new wave/post punk - la maturazione personale e artistica del gruppo. «“Five” è il miglior progetto che avremmo potuto realizzare a trent’anni: chiude la nostra prima fase di esistenza, proiettandoci all’interno della seconda», mi spiegava lo scorso inverno Jack Lawrence-Brown, con cui ho riparlato qualche giorno fa in vista dell’attesissimo (primo) live dei White Lies nella Svizzera italiana. «Siamo felicissimi di passare alle vostre latitudini: ho saputo che Lugano è una località stupenda… Sul lago...».

Jack, il lago, per di più, sarà a pochi metri dal palco...

«Wow! Ottimo a sapersi!».

Come sta andando il tour?

«Molto bene… La prossima settimana ci porterà in Olanda e in Germania...».

Cosa vuoi anticipare a coloro che assisteranno al live di Lugano?

«Dipende da quanto tempo avremo, ma la setlist raccoglierà una selezione di canzoni tratte da ognuno dei nostri cinque album. Per intenderci, non ci focalizzeremo soltanto sull’ultimo... In pratica, suoneremo ciò che il pubblico vuole ascoltare... E lo show sarà carico di energia…».

Talvolta nelle vostre setlist sono finite cover dei Talking Heads…

«Sì, nel tour in supporto al primo album “To Lose My Life…” (Fiction, 2009). All’epoca non avevamo ancora un’ora di nostro repertorio, per cui inserivamo alcune cover qua e là, come “Heaven” e “Psycho Killer”...».

Pensi che potremmo riascoltarle a Lugano?

«Non credo, è un po’ di tempo che non sono più in scaletta... A fine anno comunque celebreremo il decimo anniversario della realizzazione di “To Lose My Life…” con una serie di show, e quelle cover potremmo recuperarle per l’occasione…».

Qual è il tuo pezzo preferito di “Five” da suonare dal vivo?

«“Kick Me”, ma anche “Jo?”, malgrado quest’ultimo, per quanto mi riguarda, sia molto impegnativo…».

Siete già alle prese con del nuovo materiale?

«Sì… La scorsa settimana eravamo in studio a lavorare su un paio di pezzi venuti alla luce durante il processo di lavorazione di “Five” e poi tenuti da parte. Con ogni probabilità li pubblicheremo ancora entro l’estate, con la produzione, in questo caso, di Andrew Wells».

Vuoi anticipare i titoli?

«Per il momento non c’è ancora nulla di definitivo… Dovremmo decidere tutto quanto entro due settimane...».

I due pezzi potrebbero rientrare nella setlist di Lugano?

«È difficile…».

Cosa stai ascoltando in questo periodo?

«“Designer” (4AD, 2019), l’ultimo album di Aldous Harding. È molto bello».

Conosci la scena musicale indipendente svizzera?

«No, non ancora… Ma se vuoi darmi qualche suggerimento, sono tutto orecchie!».

Hai da scrivere?

«Certo…».

Eccoti cinque straordinarie realtà, tutte di base nella Svizzera italiana, che trovi facilmente in rete: Elias Bertini (ex Zero In On), Peter Kernel, Andrea Bignasca, Nic Gyalson e Bumblebees. 

«Molte grazie. Ascolterò tutto quanto in serata, mi piace scoprire nuova musica…».

Info: roamfestival.ch ; whitelies.com

Prevendita: biglietteria.ch

 

 

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