Foto tio.ch/20 minuti/Davide Giordano
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CANTONE
25.04.19 - 06:010
Aggiornamento : 08:47

«Così vi trasformo in un mostro»

Nell’anno del ritorno di "Joker" e di "It" al cinema, a tu per tu con Fatima Ferrini, make up artist ticinese che lavora a livello internazionale

GORDOLA – Di recente “Joker” è stato presentato a Las Vegas. La pellicola uscirà a ottobre. C’è grande attesa anche per il secondo film di “It”. “Hellboy”, invece, è appena arrivato nelle sale a breve. Il cinema horror, quello con le “facce brutte”, cerca di rialzare la testa, dopo anni bui. E allora Tio/20 Minuti ha visitato lo studio di una persona che le “facce brutte” le realizza per mestiere. Lei è Fatima Ferrini, classe 1982, di Gordola. Professione: make up artist. Nel suo regno, mani mozzate ed esseri abominevoli.


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Fatima, da dove nasce questa tua macabra passione?

«In realtà io dei mostri ho pure paura. Non amo particolarmente il genere horror. Però mi piace la manualità».


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«Sono un’artista a 360 gradi. Mi occupo di trucco artistico, di effetti speciali, di body painting e tanto altro».

Spiegaci chi è Fatima Ferrini…

«Sono un’artista a 360 gradi. Mi occupo di trucco artistico, di effetti speciali, di body painting e tanto altro. Sono una ragazza eccentrica che abita a Gordola da sempre. È casa mia. Anche se sono originaria di Bombay, in India. Sono stata adottata».

Eccentrica?

«Sì. Cambio sempre anche il colore dei capelli. E questo si ripercuote sul mio lavoro. Passo da un ambito all’altro senza alcun problema. Non voglio mai annoiarmi».


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«Mi sono formata a Milano, e poi ho seguito corsi in giro per l’Europa».


Come si arriva a lavorare con successo nel tuo campo?

«Mi sono formata a Milano, e poi ho seguito corsi in giro per l’Europa. Ho partecipato a festival di body painting in Austria, in Germania. Lì ti fai conoscere. E ottieni ingaggi importanti. Ad esempio, sono stata truccatrice alle fashion week di Londra».

Chissà come se la tirano le modelle…

«Macché. Assolutamente no. Mi rispettano come professionista. E io rispetto loro. C’è stima reciproca».

Parliamo di body painting. Ti imbarazza dipingere il corpo di persone nude?

«No. A parte che la biancheria intima c’è sempre… Prossimamente a Losone dovrò dipingere i corpi di due ragazze in occasione di un festival musicale rock e metal. Dipingerò teschi e fiamme probabilmente».


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«Vanno curati tutti i dettagli».

Torniamo all’horror. Quanto ci si mette a trasformare la faccia di un attore in un mostro?

«Spesso ore. Vanno curati tutti i dettagli. Finora ho collaborato con alcune piccole produzioni cinematografiche. Il grande film mi manca ancora. Da questo punto di vista sono ancora umilmente ai piedi della scala, lo devo ammettere».


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«Mi è già capitato di dovere trasformare una persona in uno zombie».

Cosa tira di più?

«Cicatrici, tagli, ferite. Ma mi è già capitato di dovere trasformare una persona in uno zombie».

Ora ti filmeremo mentre trasformerai il volto di una nostra collaboratrice. Hai un’ora di tempo. Da adesso.

«Sono pronta. Vi darò, purtroppo, solo un piccolo assaggio. Il lavoro che sta dietro a queste creazioni è lungo. Richiede tanto tempo. Ma farò del mio meglio».

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