20M
Paolo Nori (sinistra) e i partecipanti al laboratorio tenutosi questo fine settimana allo Spazio 1929.
CANTONE
25.03.19 - 06:010
Aggiornamento : 10:57

Un libro “a 40 mani” per raccogliere tutti i matti del Canton Ticino

È l'obiettivo di un laboratorio iniziato questo fine settimana e diretto dallo scrittore Paolo Nori: «Storie di personaggi caratteristici a cui la gente vuole bene»

LUGANO - Un manipolo di una ventina di scrittori, artisti e amanti della letteratura con una missione assolutamente particolare: raccogliere in un libro i ritratti dei "matti", personaggi singolari ed eccentrici, del canton Ticino.

È iniziato questo fine settimana allo Spazio 1929 il laboratorio organizzato dall'associazione culturale Turba e coordinato dallo scrittore emiliano Paolo Nori, che porterà alla realizzazione del volume "Repertorio dei matti del Canton Ticino" per l'editore Marcos y Marcos. 

Gli incontri si protrarranno per un altro fine settimana (6-7 aprile) e una giornata (18 maggio), l'obiettivo: arrivare al totale di 350 istantanee necessarie per riempire le pagine del volume.

«La cosa difficile da fare è che sono in 20 a scrivere un libro solo», ci spiega proprio Paolo Nori che ha curato le edizioni di diversi "Repertori dei matti" in altrettante città italiane, partendo da Bologna: «Sono testi che a livello locale sono andati benissimo. Quello di Bologna, per esempio, è stato un best-seller ed è stato ristampato 7 volte». 

Da dove parte l'idea per un progetto come questo?

L'ispirazione principale è Roberto Alajmo con il suo "Repertorio dei pazzi della città di Palermo" (1994, Garzanti), un modello che abbiamo continuato a seguire anche lavorando agli altri volumi. 

Da "pazzi" si è passati a "matti", come mai?

In emiliano "matto" ha una connotazione più affettiva, più simpatica insomma: è un personaggio strano ma caratteristico e fondamentale per le città e le comunità in cui vivono. Diciamo che ha lo stesso valore che ha "pazzo" per il contesto palermitano. Solitamente quando iniziamo a lavorare decidiamo qual è il termine migliore da utilizzare per rendere quell'idea lì.

Quando tratteggiamo i loro ritratti, infatti, a muoverci è soprattutto l'amore e l'ammirazione. Citando Giorgio Manganelli, che riteneva il "matto" un po' il maestro dello scrittore, è un «capolavoro inutile». 

È mai capitato che qualcuno si offendesse o si lamentasse per uno dei "Repertori"?

Sì, è capitato che una minoranza di persone li trovasse offensivi. Sono convinto però che fraintendano: non è uno scherno, ma un omaggio a personaggi  e storie che tutti conoscono ma nessuno metterà mai nei libri. Eppure raccontando degli eccentrici delle varie regioni vengono fuori tutti i suoni e i colori locali.

E giudicando da come poi questi volumi vengono accolti dalla popolazione quello che emerge è proprio l'affetto: sono persone a cui la gente vuole bene, proprio perché sono le più deboli. Vero è che qualche volta qualcuno si è lamentato... per non esserci finito! (ride). 

E come sono allora i "matti" ticinesi?

In realtà siamo solo all'inizio dei lavori, quindi è troppo presto per sbilanciarsi. Per adesso ci sono diversi matti "ferroviari" (ride) che si muovono a ridosso di stazioni e treni.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS People
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile